MESSINA. La scintilla l’ha fatta scoccare l’accusa di ostruzionismo e barricate da parte del consiglio comunale con cui Federico Basile ha motivato le sue dimissioni e la necessità di andare al voto, il combustibile ce l’ha messo ieri l’aula: e, annunciato, è arrivato il fuoco tra le due parti.

Ieri in una seduta di consiglio comunale dedicata al bilancio di previsione 2026, si è consumato il primo atto di uno scontro ormai frontale che durerà almeno altre due settimane e mezzo (tanto è il tempo perchè le dimissioni di Basile diventino effettiva, o perchè siano ritirate e amici come prima), con il rinvio, il quarto, in commissione bilancio del documento: “l’ennesimo atto di irresponsabilità politica da parte di alcuni consiglieri comunali che, pur di rallentare l’azione amministrativa, arrivano a chiedere tempo per presentare emendamenti che, nei fatti, non sono neppure in grado di scrivere”, l’ha bollato Nino Carreri l’assessore ai Rapporti col consiglio, toccandola pianissimo.

La delibera relativa al bilancio è del 22 gennaio 2026, è stata esaminata per la prima volta in commissione consiliare prima il 26 gennaio, quindi il 2 febbraio alla presenza del sindaco e dei principali dirigenti dell’Ente per le dovute spiegazioni, poi nuovamente il 4 febbraio in seduta straordinaria con il coinvolgimento di ulteriori settori strategici dell’Amministrazione, e infine il 9 febbraio con la partecipazione del sindaco, del Collegio dei revisori e dei dirigenti competenti, “fino ad arrivare all’odierna richiesta del consigliere Giandomenico La Fauci (Ora Messina) di un ulteriore rinvio della votazione consultiva per presentare emendamenti, a conferma di una strategia dilatoria che nulla ha a che vedere con l’approfondimento tecnico del bilancio”, spiega Carreri.

“Quanto sta accadendo in Commissione Bilancio conferma, punto per punto, quanto denunciato ieri dal sindaco Federico Basile: un’Amministrazione messa scientemente in minoranza e una città tenuta ostaggio di rinvii e forzature politiche che nulla hanno a che vedere con il merito del bilancio. C’è chi sceglie deliberatamente di tirare il freno a mano, rinviando la discussione di sette giorni con il pretesto degli emendamenti”, ha tuonato il coordinatore cittadino di Sud chiama Nord.

Il primo, ieri stesso, a rispondergli è stato Cosimo Oteri della Lega: “È bene chiarirlo con nettezza: il bilancio non arriva in ritardo e il lavoro delle Commissioni rientra pienamente nei tempi e nelle prerogative previste dalla legge e dal regolamento. Chiedere approfondimenti, valutare emendamenti e confrontarsi sui contenuti non è “guerriglia”, ma esercizio responsabile del mandato consiliare“, ha contrattaccato Oteri, prima di riaffermare l’autonomia dell’aula rispetto all’esecutivo: “Il Consiglio comunale non è un ostacolo all’Amministrazione, né può essere ridotto a organo notarile. È un luogo di confronto democratico, chiamato a migliorare i provvedimenti nell’interesse della città”.

Nei corridoi di Palazzo Zanca, il clima è quello del muro contro muro, esacerbato dalle dimissioni di Basile, che le ha imputate in toto al consiglio: che, da parte sua, ha la ferma intenzione di non votare il bilancio fino a che l’attuale amministrazione rimarrà in cafrica, e farlo adottare dal commissario che arriverà ai primi di marzo, e dopo votarlo. Viceversa, è interesse dell’amministrazione che il previsionale sia votato presto, e soprattutto senza emendamenti rispetto all’architettura finanziaria prevista dalla giunta, cosa che potrebbe verificarsi con più facilità col commissario.

Cosa succede se non si vota il bilancio? Niente, in pratica, nel senso che nessuno dei consiglieri si prenderà la briga di bocciarlo (lì le conseguenze sarebbero la decadenza dell’intero consiglio dopo un ulteriore passaggio commissariale), a meno di un enorme colpo di scena. E dal punto di vista della città, quindi esulando dalla politica? Anche lì, niente: si opererà in gestione provvisoria tramite i “dodicesimi” fino all’approvazione del documento contabile. Ovverosia, il comune suddividerà in dodici parti, tanti quanto sono i mesi dell’anno, l’intero importo del bilancio 2025, e opererà con un limite di spesa di un dodicesimo alla volta, limitandosi all’ordinaria amministrazione, finchè il documento non sarà approvato (e lo sarà entro marzo).

 

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