MESSINA. Non è più allarme “siccità meteorologica” per la Sicilia, grazie al piovosissimo gennaio, culmine della stagione autunnale già di per sè ricca di precipitazioni. Gennaio ha fatto registrare “una marcata anomalia positiva delle precipitazioni mensili, con ben 84 mm in più rispetto alla norma del periodo 2003-2022 – scrive Luigi Pasotti, dirigente del Sias, il servizio informativo agrometeorologico della Regione Siciliana – Si è verificato così uno scenario particolarmente atteso per ridimensionare in modo più deciso una siccità di lungo periodo che fino a dicembre non era ancora del tutto superata in gran parte dell’Isola”.
Un’ottima notizia soprattutto per Messina: la zona in cui si è rilevata la maggiore anomalia positiva è esattamente quella in cui ci sono le falde da cui prende l’acqua la condotta di Fiumefreddo che serve la maggior parte della città. Sull’Etna le precipitazioni hanno fatto segnare addirittura un 650% in più, e accumuli da 400 a 600 mm.
E si è trattato di pioggia “buona”: “Le intensità registrate durante il mese raramente hanno raggiunto la soglia di nubifragio – continua Pasotti – favorendo una graduale saturazione dei suoli che ha alla fine iniziato a produrre deflussi abbondanti nel reticolo idrografico quasi ovunque, avviando questa volta un netto recupero delle riserve idriche negli invasi”. Il che non vuol dire che dal punto di vista dell’approvvigionamento idrico i problemi siano finiti
Perchè gli invasi comunque, sono molto lontani dal riempimento: su 1004 milioni di metri quadri, totale di capacità dei 30 invasi dell’isola, di acqua ce ne sono 229 milioni, poco meno di un quarto. Che comunque è il 16% in più di quanto non ce ne fosse a gennaio 2025 (meno di 200 milioni di litri)


