MESSINA. Il Comune di Messina cerca collezioni private e beni storico-artistici e storico-militari, coerenti con il contesto storico del XVI secolo, da destinare all’allestimento museografico del Forte Gonzaga. È quanto si evince dalla delibera di Giunta firmata dall’Amministrazione comunale, che di recente ha avviato la riqualificazione del castello e che adesso vorrebbe acquistare delle opere per adornare il monumento, di cui il primo stralcio esecutivo risulta già appaltato ed in corso di esecuzione.
“Il progetto di completamento del restauro e della rifunzionalizzazione del Forte Gonzaga persegue l’obiettivo politico e culturale di trasformare il complesso in un polo culturale dinamico, aperto, inclusivo e polifunzionale, capace di ospitare spazi museografici permanenti, mostre temporanee ed eventi culturali, attività educative e didattiche, servizi di accoglienza e informazione, spazi per la gestione e l’organizzazione delle attività culturali – si legge nel documento – Tale intervento si configura non solo come azione di tutela del bene monumentale, ma come strumento di rigenerazione urbana e sociale, in grado di generare nuove opportunità di aggregazione, produzione culturale e sviluppo turistico sostenibile. L’intervento è, dunque, finalizzato ad un recupero conservativo rispettoso della stratificazione storica del manufatto, capace di rendere leggibili le spazialità e gli elementi simbolici originari”.
“L’allestimento, così come delineato nel DIP, è concepito come un sistema unitario e modulare, capace di garantire continuità narrativa dell’esperienza museale, flessibilità d’uso degli spazi, integrazione tra apparati espositivi, installazioni multimediali e architettura storica, valorizzazione del paesaggio e del rapporto visivo tra il Forte e la città – continua la Giunta – La valorizzazione museografica del Forte Gonzaga richiede contenuti espositivi capaci di rendere comprensibile e coinvolgente la funzione storica e militare del complesso, in particolare nel periodo della sua edificazione nel XVI secolo”.
Di che beni si tratta? Armature, scudi, armi bianche e armi da fuoco dell’epoca, beni storico-artistici e storico-militari che “opportunamente selezionati e contestualizzati, rappresenta una scelta strategica per rafforzare il carattere identitario del museo, favorire un’esperienza immersiva e didattica, rendere il Forte un luogo vivo di narrazione storica e memoria collettiva. Tali beni possono essere individuati anche attraverso collezioni private, la cui valorizzazione risponde a una logica di cooperazione pubblico–privato finalizzata all’interesse generale. Dette dotazioni museografiche possono provenire da collezioni private da acquisire o utilizzare mediante forme di acquisizione o utilizzo regolamentate, e quindi a mezzo di strumenti giuridicamente ammissibili e coerenti con la normativa vigente”.





