MESSINA. Fa discutere la manifestazione di ieri da parte di un centinaio di giovani iraniani in solidarietà per le vittime, ormai oltre 12.000, e in sostegno delle proteste in piazza che stanno avvenendo in Iran in questi giorni contro il regime teocratico dittatoriale, con cori in favore dell’ultimo Scià di Persia Reza Pahlavi, spodestato dalla rivoluzione islamica del 1979 che ha portato gli Ayatollah al potere, e del figlio, il principe Raza Pahlavi (stesso nome del padre), cartelli con lo slogan MIRA, Make Iran Great Again, sulla falsariga del movimento Maga (Make America Great Again), estudenti che hanno esplicitamente invocato un aiuto militare esterno.

Dopo i primi distinguo da parte delle associazioni Udu e Donnevitalibertà, cher hanno auspicato “una risposta democratica, rispettosa della legalità internazionale e dell’autodeterminazione”, ma “senza ingerenze esterne che agiscano fuori dalla legalità internazionale”, arrivano anche testimonianze di chi non vuole la teocrazia degli Ayatollah, ma nemmeno il ritorno della monarchia dello Scià. Di seguito la lettera aperta di un cittadino iraniano, residente in città, che ha chiesto l’anonimato. La redazione di LetteraEmme ne ha verificata l’identità ed ha acconsentito alla pubblicazione in forma anonima.

“Come iraniano, non sono d’accordo con il ritorno della monarchia in Iran, poiché noi, il popolo iraniano, abbiamo sempre desiderato la democrazia. Non riesco a immaginare che questo sogno si avveri con il ritorno di Pahlavi. Uno dei motivi della rivoluzione del 1979 era liberarci dal regime dello Scià, quindi ora non credo sia appropriato passare da un regime dittatoriale a un altro. Devo affermare chiaramente che desidero con tutto il cuore che il regime degli Ayatollah finisca e che coloro che hanno comandato e ucciso i cittadini per strada vengano arrestati e poi condannati in tribunale, ma non credo che un non politico, insediato con l’aiuto degli Stati Uniti e di Israele, possa migliorare la situazione dell’Iran e del suo popolo e guidarli verso una vera democrazia. Il popolo iraniano deve prendere in mano il proprio futuro e decidere da solo, senza l’intervento di altri stati!”

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