MESSINA. Secondo il consigliere del Pd Alessandro Russo, le strutture sportive di villa Dante, gestite dalla partecipata a Messina Social City, sono antieconomiche e non sono sviluppate al massimo delle loro potenzialità. Questo il consigliere comunale ha proposto un’interrogazione al sindaco Federico Basile.
“la presente per sottoporre alla Sua attenzione la situazione gestionale degli impianti sportivi presenti all’interno di Villa Dante, in particolare dei campi di tennis, padel e calcetto attualmente affidati alla Messina Social City azienda speciale, a ridosso di qualche giorno dalla scadenza della data ultima di gratuità dell’utilizzo dei campi (che avrebbe dovuto essere il 30.06.2025). Da parte di cittadini che hanno riportato allo scrivente consigliere particolari difficoltà nella prenotazione e nell’utilizzo delle strutture, infatti, si lamenta che la gestione delle attrezzature interessate non appare adeguata ed efficiente dinanzi alla crescente domanda dei potenziali utilizzatori. In particolare, si sottolineano difficoltà nel sistema di prenotazione (soprattutto nei giorni festivi), ridotti orari di utilizzo per le interruzioni orarie e per il limitato tempo di funzionamento, la mancanza di anche un piccolo spazio dedicato agli spogliatoi e, infine, evidenti problemi di ammaloramento delle strutture: la superficie dei campi appare interessata da fenditure e crepe su più punti, così come le reti di gioco sono in condizioni di deterioramento.
Messina Social City ha consentito di tenere aperta la struttura nella delicata fase di avvio della gestione delle attrezzature sportive della Villa, contribuendo a farle conoscere e fruire da sempre più ampie fasce di sportivi messinesi: un ruolo molto utile e importante che oggi tuttavia dovrebbe indurre l’Amministrazione a ipotizzare diverse forme di gestione al fine di potenziare l’utilizzo degli impianti e al loro più ampio sfruttamento, anche economico. In particolar modo, il complesso integrato dei campi di tennis, padel e calcetto di Villa Dante costituisce un insieme di impianti sportivi di evidente rilevanza economica, ai sensi della normativa vigente e della consolidata giurisprudenza sul punto. E’ evidente, infatti, come la gestione degli impianti sportivi sia un servizio pubblico locale a rilevanza economica, in considerazione del fatto che, ai fini della qualificazione di un servizio pubblico locale sotto il profilo della rilevanza economica, è necessario verificare in concreto se l’attività da espletare presenti o meno il requisito della redditività (e quindi di produrre profitti o perlomeno di coprire i costi con i ricavi), anche solo in via potenziale, a prescindere dalla valutazione svolta dall’Ente affidante (vd. Consiglio di Stato, Sez. V, Sent. n. 5097/09).
La presenza di tre campi di tennis, uno di padel e uno di calcetto laddove si quantifichi il potenziale economico di rendimento di ciascuno degli impianti a costi di mercato attualmente vigenti, ne qualifica la potenziale redditività economica e la necessaria conseguente disciplina di gestione. In questo contesto, a seguito di un lungo, meritorio periodo di gratuità della struttura grazie all’affidamento in house a favore di Messina Social City, vista la necessità di potenziare la fruibilità e l’utilizzo degli impianti da parte degli sportivi messinesi, si chiede alla S.S. di valutare l’avvio di un opportuno procedimento di concessione di servizi ai sensi del vigente Codice degli Appalti e dei Contratti Pubblici a favore di società sportive, federazioni o soggetti qualificati che, a fronte di un canone di utilizzo, potrebbero assicurare l’utilizzo delle strutture in questione in maniera più ampia rispetto a quanto finora verificatosi. Con un know how specifico, con un potenziale bacino di tecnici e preparatori sportivi qualificati, con personale espressamente dedicato alla gestione di impianti di questa natura, come infine, con un progetto di potenziamento degli stessi impianti sportivi, il servizio reso a favore della città sarebbe di gran lunga più efficace e remunerativo per le casse comunali di quanto si possa ottenere con la gestione interna. In particolare: gli orari di gioco, estremamente ridotti – se si pensa a solo titolo esemplificativo che nelle ore serali estive i campi chiudono alle 20, esattamente in concomitanza con la fascia oraria che per la stagione diventa più remunerativa – , la mancanza di una struttura a supporto del rinfresco degli atleti, la mancanza di spogliatoi a supporto degli sportivi, la mancanza di un pool di tecnici e/o istruttori che possano essere a disposizione della struttura e a quanti vogliano apprendere le discipline sportive: sono solo esempi di gestione delle strutture che con una concessione di servizi a terzi qualificati potrebbero essere superati, offrendo alla cittadinanza un servizio di fruizione di questi impianti di gran lunga più adeguata e migliore rispetto alla mera “apertura e chiusura” degli impianti, come si è finora verificato. Una gestione su concessione, peraltro secondo quanto previsto per impianti sportivi di rilevanza economica di Villa Dante, consentirebbe all’Amministrazione, da un lato, di avere un sistema di strutture più efficiente, migliorato e di gran lunga sfruttato pienamente e, dall’altro, di ottenere una remunerazione economica che li renderebbe redditizi per le casse comunali. A tal proposito, non è superfluo in questa sede ricordare alla S.S. come nel Rendiconto di Gestione 2024 del Comune proprio gli impianti sportivi comunali scontano una differenza profonda tra la copertura minima prevista dalla legge (36%) e quanto effettivamente incassato dal Comune, ossia il 4,04%. Ben 32% di differenza nella quota minima di copertura del servizio, con una differenza tra quanto costa il servizio di gestione (857.457 euro) e quanto effettivamente incassato, ossia 34.603 euro. Uno squilibrio strutturale che si protrae da anni, ormai, e che i Revisori dei Conti hanno messo più volte in evidenza come squilibrio da ricoprire con soluzioni amministrative differenti. Solo una gestione in concessione, a tal proposito, consentirebbe all’amministrazione di avere un servizio efficiente, a copertura della imponente domanda dei cittadini, con un introito annuale che colmerebbe il gap economico attualmente consolidato. Alla luce delle esposte ragioni, pertanto, e in vista di una più efficiente e remunerativa gestione degli impianti di Villa Dante, si chiede di poter valutare la procedura di concessione di servizi per la loro gestione, attraverso un bando pubblico e accessibile a società sportive o associazioni qualificate sulla base di un minimo progettuale di potenziamento e valorizzazione dei campi presenti nella Villa, in modo da ottenere introiti economici dalla gestione (così come imporrebbe il D. Lgs. 201/2022) e un’offerta di utilizzo più ampia e più diffusa rispetto a quanto non si possa ottenere con l’affidamento a una azienda speciale comunale.