MESSINA. E’ Messina la provincia (meglio, il territorio) italiana con il maggior numero di terremoti. Lo ha scoperto la sezione infodata del Il Sole 24 ore, che ha elaborato una mappa, su dati dell’Ingv (istituto nazionale di geologia e vulcanologia). Lo studio ha rilevato che l’area compresa tra Milazzo, Patti e la dorsale in cui i Peloritani diventano Nebrodi, coi paesi dell’entroterra, è la più “movimentata” d’Italia in un arco di tempo di un anno, da maggio 2018 a maggio 2019.

Ben 308 terremoti localizzati all’interno dello stesso segmento di territorio, che staccano di parecchio la seconda area in classifica, quella di Amatrice, nel reatino, che si estende fino al confine con Umbria, Marche e Abruzzo. Nella zona, interessata da devastanti terremoti nel 2016 e 2017 di eventi sismici se ne sono registrati “solo” 184. Amatrice si è “presa la rivincita” se si considera il 2018, da gennaio a novembre, con ben 439 eventi sismici, mentre l’area messinese ha praticamente confermato i terremoti registrati nell’arco di tempo più esteso, facendone segnare 309: segno che l’attività, tra il tirreno, i Peloritani e i Nebrodi, è continua e costante in maniera quasi matematica.

Fortunatamente, si tratta di piccole scosse: la media, infatti, tra 2018 e 2019, è di 2,4 gradi richter. A conferma del fatto che quello messinese è un territorio fortemente sismico, ci sono anche i cento terremoti in un anno che colpiscono le Eolie, ma anche l’ottantina dei “paraggi”, sia a terra, lungo la costa, che a mare, nello specchio d’acqua di fronte alla provincia tirrenica, che diventano quasi un migliaio contando tutti gli sciami sismici del Tirreno meridionale. Molto più tranquilla, in confronto, la costa ionica, che comunque la sua decina abbondante di scosse all’anno le fa registrare.

E in città, che ha subito il devastante sisma del 1908? La situazione registra uno Stretto di Messina piuttosato calmo: dieci terremoti (magnitudo media 2,4 richter) da maggio 2018 a novembre 2019.

 

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