MESSINA. Garantire il libero accesso al mare salvaguardando il litorale e facendo piazza pulita di tutte quelle imbarcazioni posteggiate ovunque che spesso impediscono anche il passaggio ai bagnanti. Questa la finalità dell’istruzione del Registro comunale dei natanti e imbarcazioni non soggetti all’obbligo di iscrizione al RINA, il registro navale italiano. A istituirlo è stato il Comune di Messina che vuole così targare quelle barche attualmente in uno stato di violazione della normativa riguardante i tiranti in secco sull’arenile.

La legge definisce “natanti” le barche di lunghezza non superiori a dieci metri indipendentemente dal tipo di propulsione. I natanti non sono soggetti all’obbligo d’iscrizione nei registri presso gli Uffici deputati dello Stato, né a quello del possesso della licenza di navigazione e del certificato di sicurezza. E’ ai possessori di queste barche che il Comune imporrà la “targa”: non è chiaro, dalla delibera di giunta, come avverrà il controllo, e quali sanzioni ci saranno per chi non si adeguerà.

Il registro, comunque, nasce anche a tutela dei proprietari delle imbarcazioni che lottano con l’assenza di porticcioli o aree di rimessaggio idonee ed essendo, quindi, soggette a posizionare i natanti vicino alle proprie abitazioni, in prossimità del bagnasciuga. Una vicenda, questa, che aveva dato adito alla polemica fra l’Assessore alle politiche del territorio Dafne Musolino e ai detentori delle imbarcazioni, qualche settimana fa destinatari di una ordinanza di sgombero del litorale, contro cui sono insorti, soprattutto a Torre Faro, e per la quale era stato necessario un incontro fra l’amministrazione e i pescatori affinché gli animi si calmassero.

In previsione dell’individuazione di aree apposite nel PUDM, predisposto dal Dipartimento per le Politiche del Territorio, che ancora non ha completato l’iter di approvazione, l’istituzione del registro serve anche agli uffici per eseguire un accertamento sul numero di barchette presenti sul territorio, a cui adeguare le aree da rintracciare lungo il litorale dello Stretto.

A occuparsi dell’iscrizione dei proprietari il Dipartimento Ambiente e Sanità. Per i detentori delle imbarcazioni si tratterà di presentare domanda di iscrizione, e di ricevere in cambio, un codice identificativo preceduto dalla sigla della Città di Messina (ME) e composto da una cifra, una lettera alfabetica finale e seguendo l’ordine alfabetico (ad es.: ME1A, ME1B, ME1C, ecc.).  Entro il 30 aprile di ogni anno gli elenchi saranno aggiornati. 

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