MESSINA. Cateno De Luca “minaccia” di rivoluzionare il regolamento del consiglio comunale? E il consiglio comunale lo precede, e torna ad autodeterminarsi. È il senso della proposta di delibera presentata dai quattro consiglieri di LiberaMe: Biagio Bonfiglio, Nello Pergolizzi, Massimo Rizzo e Alessandro Russo. I quattro, di fatto, provano a sparigliare le carte, anticipare le mosse di Cateno De Luca (che ancora non ha inviato al consiglio comunale la proposta di delibera con le modifiche al regolamento da lui proposte, e ha ventilato la possibilità di dimissioni nel caso in cui le sue modifiche non saranno accolte dall’aula) e ribadire la centralità del consiglio comunale per le materie che lo riguardano.

I quattro consiglieri hanno presentato una proposta di delibera consiliare avente ad oggetto il nuovo regolamento del Consiglio Comunale., specificando che “tale proposta è frutto di un lavoro di aggiornamento ed approfondimento di una bozza che era già stata elaborata durante il precedente mandato”.

In cosa differisce la proposta dei quattro consiglieri di centrosinistra rispetto a quella di De Luca? Si inizia dal più controverso dei punti: se per De Luca avrebbe diritto al gettone di presenza solo chi presenzia ai 3/4 delle sedute di consiglio o di commissione, i consiglieri ritoccano la cifra in metà della seduta (o almeno 40 minuti). Il comma 22 dell’articolo 47 recita testualmente: “I consiglieri comunali che non siano stati effettivamente presenti per almeno il 50% dei lavori di Consiglio comunale o delle commissioni consiliari, ovvero per un lasso di tempo non inferiore ai 40 minuti, non hanno diritto a percepire il gettone di presenza. L’assenza anche temporanea dai lavori del Consiglio comunale deve regolarmente risultare dal verbale di ogni singola seduta”.

Concordia invece sulla proposta del sindaco di legare il gettone alla produttività, cioè a una votazione, in consiglio o in commissione (con un “però” da parte dei consiglieri). Il comma 23 dice che “le sedute di Consiglio convocate per l’approvazione di un atto deliberativo proposto dalla Giunta devono concludersi con una votazione espressa, salvo le ipotesi degli aggiornamenti dei lavori”.

Consonanza anche sul considerare come “assenza sul lavoro” il mancato ottenimento, per i motivi descritti precedentemente, del gettone di presenza: il comma 24 recepisce per intero, anche se con altri termini, la proposta di De Luca, e recita “Qualora, per i motivi previsti in questo Regolamento, vengano meno i presupposti per l’ottenimento del gettone di presenza ai lavori di Consiglio o commissione consiliare, tale circostanza è considerata quale assenza ai lavori consiliari e di commissione, a tutti gli effetti di legge, ivi includendo il rimborso al datore di lavoro, fatta salva la giustificazione per l’assenza da lavoro”.

Una leggera discrasia emerge nei tempi: se De Luca aveva fatto aggiungere all’articolo 58 il termine di cinque giorni perché le commissioni esitassero una delibera inviata dalla Giunta, i consiglieri allungano la scadenza a una settimana: “Le proposte di delibera del Sindaco e dei componenti della Giunta Municipale, munite di tutti i pareri di regolarità tecnica e contabile e corredate degli altri pareri e delle documentazione richiesta dalle normative che disciplinano ogni specifico argomento – quando espressamente richiesto dal Sindaco per conto della Giunta Municipale – devono essere esaminate ed esitate dalla commissione consiliare competente entro sette giorni lavorativi dall’avvenuta trasmissione alla Presidenza del Consiglio comunale. Trascorso inutilmente tale termine, la proposta di deliberazione – se il Sindaco non ritenga di dover assegnare un ulteriore termine – deve essere iscritta all’ordine del giorno del Consiglio comunale per essere esaminata ed esitata nei successivi dieci giorni allo scadere del termine assegnato alla commissione consiliare. Tali termini sono raddoppiati per le proposte di delibere del Sindaco e dei componenti della Giunta Comunale che riguardano il bilancio di previsione, il rendiconto di gestione, la pianificazione urbanistica e la costituzione di nuove aziende o società municipalizzate”, spiega il comma 4 dell’articolo 58 del nuovo regolamento”.

Anche per le riprese delle sedute e la messa in onda in streaming c’è comunanza di vedute, e persino sulle modalità di presentazione degli emendamenti alle delibere i consiglieri di LiberaMe e Cateno De Luca la pensano alla stessa maniera. Quasi: Perchè, se nel regolamento scritto dai quattro si legge all’articolo 43 “Non possono essere riproposti in seduta di Consiglio quegli emendamenti che siano stati ritenuti inammissibili dalle competenti commissioni consiliari”, De Luca il divieto lo avrebbe esteso anche agli emendamenti non presentati in commissione.

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