MESSINA. L’argomento si inabissa come un fiume carsico, per spuntare poi dirompente nell’imminenza delle festività natalizie: l’isola pedonale, è “stagionale”. A lanciare il sasso nello stagno, come da 15 anni a questa parte, è stata l’associazione Millevetrine, che ha informato di aver ricevuto prima il diniego all’organizzazione dell’isola natalizia di via dei Mille dagli assessori Dafne Musolino e Pippo Scattareggia, mentre poi le parti si sono sedute ad un tavolo per trovare un accordo. Nel frattempo, per non lasciare la città sprovvista di un’area pedonalizzata per il natale, si sono mossi un gruppo di consiglieri comunali, capeggiati da Ugo Zante (Forza Italia), che hanno proposto di istituire un grande spazio pedonale da Piazza Cairoli a via Trieste per le feste.

Ragionando oltre le feste, l’amministrazione guidata da Cateno De Luca ha finora mostrato due idee di pedonalizzazione: gli assessori Musolino e Scattareggia nel dire no all’isola pedonale natalizia in via dei Mille, hanno motivato il diniego spiegando che “l’amministrazione è disponibile a pedonalizzazioni di breve durata (max 2 o 3 giorni) per l’organizzazione  di eventi specifici”. Mentre il sindaco Cateno De Luca in campagna elettorale aveva inserito nel programma di un’isola pedonale di ottomila metri quadrati. “Perché che riguarda lo spazio del percorso del tram relativa il tratto che va da piazza Cairoli al viale Europa che pensiamo di lasciare, dopo opportune modifiche, per creare la vera area pedonale di Messina circa 8000 metri quadrati, così senza grandi spese la città sarà subito dotata di un’aria da far vivere con molteplici iniziative aree tematiche ed eventi”, si leggeva nel suo programma elettorale.

Un progetto di pedonalizzazione di viale san martino, in realtà, esiste già. Da oltre dieci anni. Ed è stato redatto in seguito all’incarico affidato all’architetto Fabrizio Ciappina nel 2007 in relazione “all’Aggiornamento del Piano Generale del Traffico Urbano: razionalizzazione e pedonalizzazione  nell’area di piazza Cairoli ed arterie limitrofe”, e successivamente sviluppato dallo studio Moduloquattro Architetti Associati. Cosa prevedeva? Non solo di rendere fruibile una strada larga più di 40 metri e lunga quasi un chilometro, ma “dotare la città di un grande spazio performativo, non solo come spazio del consumo dove lo shopping può svolgersi, ma inteso come luogo degli eventi – spiegava il progetto di “una grande isola ambientale (otre che pedonale). Il grande stradone carrabile (ormai non più asse principale di smistamento del traffico urbano) viene trasformato in un suggestivo boulevard, le aiuole che attualmente delimitano la linea tranviaria vengono opportunamente rimodellate e allargate per accogliere al loro interno oltre le attuali palme una moltitudine di essenze arbustive in grado di trasformare la promenade in un orto botanico lineare a cielo aperto”, si leggeva nell’elaborato.

Oltre a viale san Martino, la” rivoluzione” interessava anche la viabilità collaterale: in corrispondenza della parte alta di piazza Cairoli e della via Dogali, “in cui sono stati limitati al massimo gli elementi di interferenza fisica agevolando la fluidità degli spazi, l seconda, in corrispondenza di via N. Fabrizi e di via Dogali tra la piazza e la via dei Mille, “in cui queste piccole aree sono state isolate dalla viabilità carrabile e attrezzate per una fruizione che privilegia l’incontro e lo scambio”, la terza, tra l’attuale limite della piazza sul lato nord e la via Tommaso Cannizzaro, “in cui prevale una funzionalità che privilegia la sosta, per questo sono presenti varie tipologie di sedute che consentono di ospitare in maniera diversificata i fruitori della piazza nelle diverse ore della giornata”.

 

 

 

 

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