MESSINA. Da una parte la Stu Tirone, dall’altra una serie di rapporti societari, in mezzo, a legare negli anni passati, indirettamente, Raffaele Cucinotta (ex funzionario del Comune di Messina da un anno in forza al Comune di Milazzo) e l’avvocato Andrea Lo Castro,  è stato Carlo Borella. I tre, da questa mattina, si ritrovano “insieme” nell’ambito dell’operazione “Beta”, che ha visto arrestati i primi due e ancora non rintracciato il terzo.

CUCINOTTA & BORELLA. I rapporti istituzionali tra i due si consumano nell’ambito della Società di Trasformazione Urbana del Tirone, quartiere pre terremoto di Messina, costituita, alla nascita, per il trenta per cento dal Comune e al 70 da un gruppo di privati (Garboli-Conics spa, poi sostituita a Pizzarotti, Studio FC & RR associati, la Demoter srl di Borella, Ingegner Arcovito Paolo Costruzioni, Ciaquattropareti, Trio, Ingegneria e Finanza srl). Per realizzare il progetto, la società mista avrebbe potuto contare sui finanziamenti del Contratto di Quartiere (8 milioni di euro, responsabile del procedimento sempre Cucinotta) e sui fondi ex Tognoli per la realizzazione dei parcheggi.

All’epoca della presentazione del progetto, il dirigente del Comune così scriveva nella sua relazione: “Gli obiettivi dell’intervento possono così sinteticamente definirsi: creazione di un polo direzionale-commerciale strategico finalizzato ad aumentare il livello di attrattività del centro storico ai flussi di operatori economici in un’ottica di armonizzazione e riequilibrio del tessuto cittadino; riorganizzazione della viabilità in rapporto alla creazione di nuovi spazi urbani organizzati”. Gli interventi previsti dalla Stu erano dieci, ognuno dei quali, sottolineava Cucinotta, “è necessario rilevare come non possa essere considerato disgiuntamente dagli altri, in quanto ciascuno di essi è strettamente funzionale alla trasformazione urbana complessiva e alla riqualificazione del tessuto cittadino della zona perimetrata”. “Essi pertanto – aggiungeva – vanno visti, oltre che nella propria particolarità, come globalmente funzionali alla riuscita del programma della società”. La sintesi della relazione, insomma, è che il progetto non avrebbe dovuto subire variazioni: “In tal senso – scriveva il responsabile del procedimento – si può rilevare l’importanza fondamentale della previsione del parcheggio multipiano, senza il quale tutto l’intervento verrebbe vanificato da problemi di viabilità e sosta. In tal senso appare necessario ottimizzare le destinazioni dei vari edifici in modo da concentrare, per quanto possibile, le destinazioni per uffici pubblici negli edifici più vicini al parcheggio”.

BORELLA E LO CASTRO. Avvocato, per anni principe delle consulenze e degli incarichi legali di Comune e Provincia, Andrea Lo Castro ha avuto sempre vocazioni da imprenditore. Insieme a Borella, del quale è stato anche avvocato, lo si ritrovava, direttamente e non, nella società “L’Opera prima srl”, che nel 2005 lo vedeva consigliere e proprietario attraverso la Gest-Comm (6000 euro su 10000). La società, però, apparteneva anche alla “Iniziative Immobiliari srl” (3500) e alla “Zilch finanziaria srl” (3500). La “Iniziative Immobiliari” (capitale sociale di 11 mila euro), che nella sua prima definizione (anno 2000), era di Carlo Borella (5500 euro) e della Deg.or. srl (5500). Ad accomunare l’imprenditore messinese e l’avvocato anche i due processi riguardanti i crack delle società di Borrella e della Else spa di Milano.

 

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