MESSINA. I tagli annunciati a più riprese da Cateno De Luca, ci sono stati e ci saranno. Lo testimoniano le quindici pagine di bilancio di previsione per il 2019 che il primo cittadino ha redatto e presentato a tutte le forze sociali, sindacati compresi, e che tracciano, nero su bianco, le scelte politiche dell’Amministrazione. Il primo vero documento economico messo a punto dalla giunta De Luca, infatti, mantiene fedelmente tutte le promesse fatte durante la campagna elettorale e dopo. Il risparmio, tuttavia, è di 12 milioni di euro, rispetto al 2018, per un ammontare di 735.628.164 euro di spese su cui, adesso, dovrà pronunciarsi il consiglio comunale. 

Come previsto la fascia maggiormente colpita dai tagli, nella relazione fra erogazione servizi-spesa, sarà quella dei servizi sociali, con un investimento del 28,22% in meno rispetto al 2018, cioè in cifre 15.553.711 euro di tagli. Le mense dei poveri (S.Antonio e Cristo Re) per il 2019 non usufruiranno, ad esempio, dei 12.204 euro erogati dal Comune. E se già rappresenta un problema il taglio del contributo di 150 mila euro per i malati di SLA, brucia ancor di più il taglio di quasi un milione di euro per le spese di gestione dei servizi sociali.

Molti dei tagli nel settore dipendono da erogazioni inferiori da parte della Regione, come nel caso degli 800 mila euro in meno destinati ai disabili. Ma è un passo decisamente indietro, quello dell’attuale amministrazione, rispetto alla passata quello fatto in merito all’assistenza a domicilio. I  4.800.000 destinati agli investimenti per il “Distretto D26“, provenienti dai fondi PAC destinati all’assistenza a domicilio agli anziani con più di 65 anni non autosufficienti, non ci saranno. Si trattava di 240 famiglie che avrebbero usufruito dei servizi di gestione della casa, compreso il lavaggio di biancheria, l’accompagnamento al supermercato e il disbrigo pratiche.

Oltre ai tagli sulle politiche sociali anche il settore – già carente – della cultura subirà un cambiamento. Innanzitutto il Teatro “Vittorio Emanuele” non riceverà il contributo di 100 mila euro, in una spirale di contrazioni di fondi che è iniziata anni fa. E nonostante il sindaco De Luca non manchi mai a nessuna manifestazione religiosa o evento culturale legato alla tradizione della città, in bilancio depennati i fondi destinati alle manifestazioni culturali e agli eventi per un totale di 167 mila euro in meno per l’anno in corso.

Fra le battaglie che si è intestato Cateno De Luca c’è anche quella per la riduzione dei costi del personale di Palazzo Zanca. Ma la diminuzione del -10,84% delle spese non dipenderà soltanto dalla manovra economica della Giunta ma dai decreti ministeriali e dal personale di Palazzo Zanca sempre più in diminuzione. Stesso discorso da fare anche per i costi della politica: l’indennità del primo cittadino e i gettoni di presenza incideranno meno sul bilancio per riduzioni stabilite per legge.

Cateno De Luca percepirà 69 mila euro in meno di stipendio per un totale di 66 mila euro. Il presidente del consiglio Claudio Cardile, invece, riceverà per la sua carica 43 mila euro (17 mila euro in meno rispetto a quelli percepiti da Emilia Barrile lo scorso anno). I gettoni di presenza saranno erogati fino a 570.030 euro, dunque 150 mila euro in meno rispetto al 2018. Abbattuti anche i costi della segreteria generale, della vice segreteria e delle spese del sindaco per incontri istituzionali per un totale di 533.417 di risparmio generale nel capitolo di spesa.

A risultare svantaggiata dalle erogazioni del Comune anche la categoria degli impianti sportivi e delle piscine che riceveranno rispettivamente 135.300 euro e 438.700 euro in meno per i costi di energia elettrica e 40.000 euro e 155.000 euro in meno di gas. A stringere la cinghia anche il settore legato alla messa in sicurezza delle strade e all’ammodernamento delle barriere per cui Palazzo Zanca ha tagliato  ben 624.945,73 euro. Nessun intervento di manutenzione e messa in sicurezza delle strade con l’apposizione di segnaletica e barriere: eliminati i 41.437 investiti nel 2018. Di contro, comunque, per la manutenzione ordinaria delle strade è previsto un incremento de23,89%.

Abbattuti quasi del 50% i costi delle elezioni – anche perché all’orizzonte ci sono soltanto le europee che, comunque, costeranno 700.000 euro . E 1 milione e 300 mila euro in meno costeranno anche l’avvocatura, le spese legali e il contenzioso.  Fra gli incrementi della Giunta De Luca in notevole aumento quello legato alla manutenzione degli edifici scolastici la cui spesa sarà aumentata del 500% per un totale di 400 mila euro in più destinati agli immobili comunali. Un milione e cento mila euro in più per la manutenzione delle caditoie delle acque bianche, cioè tombini e fognature. Quasi la stessa cifra, per altro, stanziate in favore della rimozione dell’amianto (990.000 euro).

Scende, come previsto già, il contributo erogato dalla Regione e della Stato, che sarà inferiore al 37,03% rispetto al 2018. Si tratta di ben 2.794.112,36 euro in meno che Messina riceverà dai due enti. In compenso, però, arriveranno i fondi Pon Metro per gli assi 2, 3, 5. Si tratta di 9.000.000.

Parola, adesso, ai revisori dei conti. E al consiglio comunale.

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