Quanto guadagneranno sindaco, assessori, presidenti e consiglieri comunali e di quartiere

A quanto ammontano (e come si calcolano) le indennità di funzione ed i gettoni di presenza che gli amministratori intascano ogni mese. Una faccenda complicata, tra maggiorazioni, decurtazioni,scaglioni percentuali, fluttuazioni demografiche e dati di bilancio

 

MESSINA. Esattamente, quanto guadagnano un sindaco, i suoi assessori, i consiglieri comunali e quelli di circoscrizione? Dipende. Da molti fattori: popolazione, sedute a cui si partecipa, il mettersi in aspettativa dalla professione o meno, ma anche scaglioni a percentuale rispetto alle indennità dei “superiori” e un sottobosco di maggiorazioni e riduzioni stabilite per leggi che si stratificano e si susseguono a tal punto che per capire quanto pagare gli amministratori sono necessarie una mezza dozzina di quesiti e pareri legali a uffici e dirigenti di Comune e regione.

Il sindaco, per esempio, guadagna 5.466,19 euro lordi al mese. Come ci arriva? Con un calcolo tortuoso. In quanto primo cittadino di un comune capoluogo di provincia che rientra nella fascia demografica da centomila a 251mila abitanti (Messina ne ha oltre 234mila), Cateno De Luca riceve 5.784.32 euro. A questi, il sindaco deve aggiungere 173,53 euro (“ringraziando” Renato Accorinti ed il suo assessore al Bilancio Enzo Cuzzola) corrispondente ad una maggiorazione del 3% che deriva dalla percentuale di entrate proprie rispetto al totale delle entrate dell’ultimo conto del bilancio approvato (42,50%), che risulta superiore alla media regionale per fasce demografiche corrispondente alla Sicilia ( 0,34 – 34%), e 115,69 euro di un’ulteriore maggiorazione del 2% per via della popolazione messinese che risulta essere superiore alla media pro capite regionale per fascia demografica. Il totale complessivo farebbe 6.073,54 euro, ai quali però si devono sottrarre 607,35 euro a causa di una riduzione del 10% prevista dalla finanziaria 2006 e che gli uffici regionali ritengono sia ancora in vigore.

In totale, quindi, Cateno De Luca riceve uno stipendio mensile lordo da 5.466,19 euro. Se non avesse chiesto l’aspettativa (De Luca si è dimesso dalla direzione della Fenapi prima dell’elezione a deputato regionale di novembre 2017), il suo stipendio sarebbe stato decurtato del 50%.

Il vicesindaco Salvatore Modello prende il 75% dell’indennità di funzione del sindaco: quindi, al netto delle due maggiorazioni del 3% e del 2%, e della decurtazione per legge del 10%, a lui ogni mese entrano in tasca 4.099,63 euro (che diventerebbero 2,049,82 se non chiedesse l’aspettativa).

I restanti sei assessori, invece, ricevono uno stipendio che è pari al 65% dell’indennità di funzione percepita dal sindaco: fatta la tara tra maggiorazioni e decurtazioni, Dafne Musolino, Carlotta Previti, Alessandra Calafiore, Massimo Minutoli, Pippo Scattareggia e Vincenzo Trimarchi ricevono un’indennità mensile lorda da 3.553,02 euro (1.776,51 senza aspettativa. Esattamente quanto percepirà il presidente del consiglio comunale Claudio Cardile, il cui “peso” equivale a quello di un assessore, sia in termini politici che retributivi).

Per i trentadue consiglieri comunali, invece, la retribuzione è praticamente “a cottimo”. Alla fine del conto tra riduzioni e maggiorazioni, per loro ogni seduta alla quale partecipano, sia di consiglio comunale che di commissioni consiliari, è retribuita con un gettone di presenza da 56,12 euro lordi. E non possono cumularne più di 39, per una somma di 2188 eurotetto massimo mensile che corrisponde a 1/3 dell’indennità di funzione del sindaco. Per loro, però, non esistono limitazioni professionali: non hanno obbligo di richiedere aspettativa pena la decurtazione di metà dello stipendio.

Quindi i sei presidenti di quartiere, il cui stipendio lordo è di 2.131,81 euro (1.065,91 euro se non ci si mette in aspettativa), corrispondente al 60% dell’indennità di un assessore. Così come per i consiglieri comunali, anche per quelli di circoscrizione il pagamento avviene a gettone di presenza: 28,06 euro, la metà esatta dei colleghi che siedono in aula consiliare a Palazzo Zanca.

Una curiosità: esiste anche una maggiorazione del 5%, della quale però nessuno degli amministratori messinesi può usufruire, ed è legata alla “fluttuazione stagionale” della popolazione. Ma il Servizio Statistica del Comune (e anche l’Istat) ha comunicato l’impossibilità di fornire alcuna attestazione in merito alle  “fluttuazioni stagionali della popolazione tali da incrementare del 30% il parametro della popolazione dimorante attraverso dati univoci ed obiettivamente rilevabili”. È però previsto, in caso si dovesse risalire al dato, un conguaglio a posteriori.

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