MESSINA. Un centinaio di persone a Piazza Cairoli, fra studenti, lavoratori, anziani, disabili ed esponenti politici, per protestare contro “la dismissione della tranvia e la privatizzazione di un servizio”, come descritto sull’evento Facebook “Manteniamo il tram a Messina”, promosso anche da “Cambiamo Messina dal Basso”.

L’inizio era stato previsto alle 10, orario in cui erano presenti solo poche decine di persone. Il numero è aumento un’ora dopo, intorno alle 11, ora effettiva dell’avvio della protesta con interventi di molti civili e di rappresentanti politici. Il moto d’indignazione che sui social networks ha sollevato l’intenzione dell’amministrazione guidata da Cateno De Luca di smantellare il tram, non è evidentemente stato sufficiente a partecipare attivamente, nonostante la giornata da primavera avanzata e la causa che, a parola, smuove commenti indignati.

 

“Chiunque può venire e dire la sua, questa è una protesta cittadina”, ha affermato Federica Arrigo, studentessa universitaria e prima a prendere la parola. “La privatizzazione delle partecipate non va bene perché il privato pensa solo a fare i propri interessi”, ha urlato alla platea da sopra la panchina di marmo, diventata il palco della mattinata.

A vivacizzare l’ambiente, magliette a tema personalizzate e striscioni satirici, come quello di “Generazione r”, “Attaccati al tram”; tutto animato da forti malcontenti rivolti all’amministrazione De Luca.

Cospicua la partecipazione politica, data dalla presenza dell’ex sindaco Franco Providenti, in carica dal ’94 al ’98, la cui giunta deliberò la proposta del tram inaugurata dall’amministrazione successiva di  Salvatore Leonardi che, secondo Providenti, ha apportato delle modifiche al sistema da lui approvato: “Il mio progetto era diverso. Il tram non passava dalla marittima ma da Via Garibaldi, arrivava a Piazza Castronovo e scendeva da lì, e, a mio avviso, era migliore […]. Però è ugualmente valido”, conclude l’ex sindaco, ribadendo l’efficienza della linea tranviaria che, “va sicuramente rafforzata, ma non abolita spendendo soldi inutili”: una versione confermata anche da Gabriele Siracusano, presidente dell’Atm durante l’amministrazione Providenti, che sull’argomento si era già espresso in maniera piuttosto netta, e anche lui presente alla protesta.

L’abolizione della linea, infatti, costa al Comune 25 milioni di euro, somma che De Luca ha stanziato rinunciando ad un finanziamento europeo di 11 milioni previsto per i trasporti su ferro e che “non può essere utilizzato per altri scopi“, sostengono sia Federica Arrigo che Michele Barresi, sindacalista e segretario provinciale della Uiltrasporti.

“Città come Firenze, Bologna, e ora anche Palermo, hanno inaugurato nuove linee tranviarie – afferma Michele Barresi – noi ne abbiamo una e la vogliamo chiudere: è una follia perché l’Ue chiede degli investimenti sul trasporto su ferro e sul trasporto ambientale, ed è una follia perché è un servizio che viene sfruttato da oltre 3 milioni di utenti l’anno, gente che non può permettersi di usare la macchina o disabili che hanno difficoltà con i bus”, continua prendendo la parola al megafono, seguito dall’ex assessore all’ambiente, Daniele Ialacqua, e dal consigliere comunale del “Pd”, Gaetano Gennaro, secondo il quale è necessario discuterne in consiglio comunale

Una voce fuori dal coro è quella del consigliere di “Gruppo misto”, Salvatore Sorbello, che pur da esterno, ha voluto assistere alla manifestazione “Mi sto accorgendo che il tram sta diventando una questione di preconcetto politico e non tecnico, perché a mio avviso non risponde ai principi di economicità, efficacia ed efficienza”, ha affermato il , “[…] Noto qui molti esponenti della sinistra, di ‘Cmdb’, ma è chiaro che se fosse per loro i cavalli dei Cosacchi starebbero ad abbeverarsi alle fontane di San Pietro”, ha spiegato con una battuta.

“Così com’è, il tram ha soltanto prodotto debiti – continua – per non parlare del percorso che ha causato la chiusura di tanti negozi e tutta una serie di problemi che non sono mai stati risolti nel tempo”, spiega ribadendo il suo pensiero sulla maggiore efficienza dei bus elettrici che “garantirebbero l’eco sostenibilità richiesta dalle norme”.

“Spero che si possa invece ragionare e che il sindaco abbia un’apertura anche per i confronti di chi invece il tram lo vuole, avviando un tavolo tecnico per rispondere a tutti i cittadini – conclude Sorbello –  Non sono per la totale abolizione”.

Al termine della manifestazione, si sono superate le mille firme contro la dismissione della linea, tutte con documento d’identità e di residenti messinesi. La raccolta continua.

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