MESSINA. Dodici immobili confiscati alla mafia entreranno nella dotazione del patrimonio del comune di Messina. L’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ha convocato per il 16 maggio una conferenza in prefettura, per acquisire manifestazione di interesse all’utilizzo dei beni definitivamente confiscati.

Palazzo Zanca ha espresso volontà di entrare in possesso di 12 unità (e di rinunciare a quattro):  un appartamento da 129 metri quadrati a Santo Stefano Briga, in via Manti, con annesso terreno da 840 metri quadri, per un valore complessivo di oltre 180mila euro, di tre terreni a Salice per una superficie totale di circa 500 metri quadrati, di due unità a Messina, un magazzino da 126 e un appartamento da 70 metri quadrati del valore totale di 170mila euro.

Altri tre beni (due commerciali e uno residenziale) saranno acquisiti: uno in via Comunale da 46 metri quadrati, uno all’isolato 13, angolo via Catania da 53 metri quadrati, e uno in via Palermo da 69 metri quadri. Infine due appartamenti: uno a Faro, in contrada Torre Bianca da 98 metri quadrati (valore 118mila euro), e uno in contrada Vallone, da 36 metri quadrati, per poco più di trentunomila euro.

Del novero dei beni confiscati, il comune di Messina ha rinunciato ad acquisirne quattro, tutti a Mili Marina: il primo (un terreno) perché richiederebbe consistenti interventi manutentivi e di messa in sicurezza, altri tre tra appartamenti e magazzini perché costituiti da lastrici solari di nessuna utilità per l’ente, e da un piccolo vetusto immobile in cattive condizioni, con un muro di contenimento inclinato per il quale servirebbero importanti interventi di recupero che l’ente non reputa necessari.

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