Messina tra le province più sicure d’Italia nel 2018, lo dice il Sole 24ore

La città dello Stretto risulta 81esima su 106 nella classifica stilata dalla testata nazionale. Tutti i dati diffusi dal Ministero dell'Interno su furti, incendi, omicidi e truffe nella città metropolitana. Il raffronto con gli altri comuni siciliani

 

MESSINA. La città dello Stretto risulta una delle province meno pericolose d’Italia nel 2018: su 106 (l’ultima, Oristano, è la più “sicura”) è la numero 81 nella classifica dei territori con il maggior numero di reati (infanticidi, omicidi volontari, furti, rapine, violenze, ecc) ogni 100mila abitanti (2.793,4). Le prime tre province più pericolose, invece, sono Milano (228.084), Rimini (21.799) e Firenze (63.238).

L’Indice della criminalità 2019 è infatti il documento elaborato dal Sole 24 Ore sulla base dei dati forniti dal dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, prendendo in considerazione i crimini per tipologia commessi e denunciati in Italia nel 2018, che a Messina sono 17.511. Fra questi non risultano omicidi volontari consumati e infanticidi, pari a zero nel 2018. Più preoccupanti i dati sulle associazioni di tipo mafioso (0,5, con 3 denunce). In questa classifica arriva all’11esimo posto: in assoluto il suo risultato peggiore.

Dato quasi sorprendente sia in valore assoluto che relativo, visto che Messina è la tredicesima città più popolata d’Italia, con 230mila abitanti. Soprattutto a confronto di Rimini, Pisa, Parma, Prato, Livorno e Imperia, in cima alla classifica della criminalità ma più in basso di Messina per popolazione.

Prendendo sempre in considerazione il rapporto ogni 100mila abitanti, nella città dello Stretto è basso, in proporzione alle altre realtà, il numero per i furti in abitazione (102esima con 788 denunce), per i furti con destrezza (98esima con 190 casi) e per furti in esercizi commerciali (96esima con 330 fatti).

Nonostante le operazioni della Polizia e dei Carabinieri riportino spesso casi di arresti e sequestri di stupefacenti, quello della droga a Messina, nel 2018, non sembra un problema da destare allarme sociale rispetto alle altre province: è la numero 76, infatti, per quanto riguarda le denunce ogni 100mila abitanti relative agli stupefacenti, che sono 279 in tutto. Mentre, per le rapine, è la numero 73 (116 in tutto). Ancora, con 39 roghi, si colloca 58esima nella classifica degli incendi, 49esima in quella dei furti con strappo (67 totali) e 43esima nel riciclaggio e nell’impiego di denaro (14 denunce).

Ma anche se risultano zero gli omicidi volontari consumati nel 2018, questo non vuol dire che non si sia tentato di uccidere. Il Sole 24ore ha preso in considerazione anche questo dato dal rapporto del Ministero degli Interni, che a Messina è pari a 12, portando la città dello Stretto al 37esimo posto sulla scala delle province dove si sono tentati più omicidi (prendendo sempre in considerazione le denunce).

Sono 6, invece, i casi a Messina che riguardano le associazioni per delinquere, collocando la città al 30esimo posto in Italia. Ancora, 2.049 le truffe e le frodi informatiche, che determinano il 29esimo posto per i reati di questo genere; e 580 i furti di autovetture (28esimo posto).

Nella classifica dell’usura, invece, Messina si colloca al 20esimo posto con 3 fatti, in quella delle estorsioni al 18esimo (130 denunce) e in quella delle violenze sessuali 16esima (66 casi).

Per quanto riguarda gli altri comuni in Sicilia, inoltre, il comune che nel 2018 ha registrato i dati migliori, è Enna, al 99esimo posto, seguita da Agrigento all’88esimo; male Catania (28esima), Siracusa (29esima) e Palermo (33esima).

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