Ex Seaflight, il Comune fa partire le procedure per la demolizione

La "messa in mora" alla regione, proprietaria dell'area, non ha sortito gli effetti desiderati. Palazzo Zanca prende il comando della operazioni, e nomina il responsabile per le procedure. Ecco come è andata

 

MESSINA. Entra nel vivo l’operazione di demolizione dei ruderi dell’area ex Seaflight di capo Peloro, promessa dal sindaco Cateno De Luca poco prima di ferragosto, con la promessa di realizzarci un parcheggio. E’ stato nominato il responsabile unico del procedimento, che è un ingegnere della vicesegreteria generale, Francesco Cancellieri.

L’area, in cui sorgono i ruderi di quelli che una volta erano i cantieri navali Seaflight, è di pertinenza della Regione, ricadendo sul demanio marittimo. Ad agosto, però, De Luca, sostenendo che esistesse una “situazione di pericolo per la pubblica incolumità e degrado ambientale”, aveva avocato a sè la giurisdizione sulla zona, dando alla Regione un tempo di trenta giorni per intervenire con la messa in sicurezza dell’area, la demolizione dei ruderi e la messa in sicurezza dell’area. Un mese di tempo, trascorso il quale, si legge nell’ordinanza del 12 agosto, “in caso di inottemperanza , l’amministrazione procederà all’esecuzione delle attività prescritte in danno ai proprietari e concessionari dell’area, fermo restando che l’amministrazione comunale si dichiara interessata ad ottenere la concessione dell’area per fini di pubblica utilità”: il parcheggio.

Cosa è successo trascorso il mese di ultimatum da parte del Comune? Che, non avendo la Regione minimamente ottemperato a quanto disposto dall’ordinanza (circostanza piuttosto prevedibile), il dirigente del dipartimento Ambiente (all’epoca Romolo Dell’Acqua) ha pubblicato un atto di interpello per “l’affidamento dell’incarico di RUP per la messa in sicurezza, bonifica e rimozione dei rifiuti del manufatto esistente sul Demanio Marittimo”, e che, “considerato che il manufatto ricade in area sottoposta a vincolo paesaggistico, il dipartimento si è anche premurato di chiedere alla Sovrintendenza Beni Culturali ed Ambientali di trasmettere ogni documento riguardante il sito”, ha spiegato l”assessore all’Ambiente Dafne Musolino, in risposa a un’interrogazione della consigliera comunale del Movimento 5 stelle Serena Giannetto.

Secondo Dafne Musolino, “i costi – è bene precisarlo – saranno anticipati dal Comune ma poi verranno rimborsati dalla Regione che, e lo diciamo senza falsa modestia, ha espresso grande apprezzamento per la politica attiva in tema di tutela del Demanio marittimo svolta dal Comune di Messina”.

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