Tsunami Matteo Renzi: gli scenari politici in città e in regione dopo il suo addio al Pd

Rumors e previsioni a poche ore di distanza dalla nascita di "Italia viva". Che potrebbe calamitare parte dell'area "liberale" (a partire da Forza Italia). Le possibili ripercussioni, che potrebbero coinvolgere Miccichè, Lo Monte, Picciolo e... Cateno De Luca. Con l'enigma Partito democratico

 

MESSINA. Ancora una volta, nella sua carriera da politico, Matteo Renzi ha sparigliato le carte sul tavolo e creato un mezzo tsunami nella politica italiana, annunciando l’addio al Pd e la creazione di un nuovo movimento, che si chiamerà Italia viva. Una mossa maturata a livello nazionale, che avrà ampie e prevedibili ripercussioni a livello locale. Semplificando all’estremo: chi sceglierà Renzi e traslocherà all’interno del nuovo soggetto, e chi invece sceglierà di rimanere nella grande (da ieri un po’ meno) casa democratica a Messina?

Considerando che sono passate poco più di 24 ore dall’annuncio, tutto si gioca ancora sui “rumors” o sulle previsioni, che indicano molti fermenti, abbastanza prevedibilmente, soprattutto in area centrista o di centrodestra: in pratica quell’area “liberale” priva, al momento, di rappresentatività locale, schiacciata a destra da lega e Fratelli d’Italia e a sinistra dall’area più moderata del Pd (quella che in teoria dovrebbe scindersi), che si identificherebbe, grossomodo, con Forza Italia, partito in picchiata di consensi e dal futuro molto incerto.

Una bozza di “nuovo centro”, insomma, che potrebbe essere scritta proprio a Palermo tra una parte di Pd ed il presidente dell’Ars, e numero uno di Forza Italia in Sicilia Gianfranco Miccichè (il che potrebbe portare, ragionando in termini di fantapolitica, anche a Cateno De Luca). Da qui a cascata potrebbero delinearsi nuovi scenari anche in città. Qualche consigliere, soprattutto quelli distanti dall’area di Luigi e Francantonio Genovese, ha già drizzato le antenne e fiuta l’aria in cerca di un posto al sole. Il giovane deputato regionale Luigi Genovese, almeno in prima battuta, non sarà della partita, perché c’è ancora una relazione molto stretta con il governo regionale, il quale si è impantanato in una situazione ambigua in termini di posizionamento: guarda alla Lega, ma all’occorrenza si definisce moderato. E una sorpresa potrebbe venire proprio dal Carroccio: da quel Carmelo Lo Monte che giusto una settimana fa ha salutato la compagnia leghista ed è in attesa di accasarsi.

Potrebbe essere della partita, in blocco, Sicilia Futura, che gli ormeggi dalla costa Pd li ha già lasciati qualche mese fa, e che è in cerca di collocazione accanto alle spoglie mortali di Forza Italia: a distanza di pochi mesi, il movimento di Beppe Picciolo potrebbe ritrovarsi insieme ad alcuni ex compagni di viaggio.

Più complicata è la posizione dentro il Pd, in cui la notizia, seppure non inattesa, è arrivata con la forza di una granata. Il direttivo di venerdi dovrebbe  chiarire un po’ di posizioni, e alla riunione si arriverà dopo un confronto, che avverrà qualche tra prima, tra i “renziani”, soprattutto quelli vicini al maggiorente siciliano Davide Faraone, in questo momento più confusi che persuasi rispetto alla strada da intraprendere. Non dovrebbero essere della partita, restando fermamente ancorati al Pd, i deputati nazionale e regionale Pietro Navarra e Franco De Domenico, di recente vicini alla corrente del ministro Dario Franceschini.

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