Taormina, nel 2019 ancora riferimenti alla mafia per i dolci tipici siciliani

Tra un gelato e un cannolo, per attirare turisti e clienti, spuntano nomi che fanno riferimento a Cosa Nostra, riporta l'Ansa. Tra chi gioca sull'immaginario "letterario" c'è anche l'attivista leghista che ha "oscurato" il murale di Carola Rackete

 

MESSINA. A Taormina, regina delle mete turistiche siciliane con milioni di presenze da ogni parte del mondo, nella pasticceria di Roberto “Il re dei cannoli” in vetrina sono esposti i “mafiosi al pistacchio” e “cosa nostra alle mandorle”, dolci recensiti anche su TripAdvisor dove c’è anche una sezione dedicata ai “fan dei mafiosi”, visto che questi prodotti sono molto gettonati. Nomi che sono però solo un espediente per attirare l’attenzione di turisti e clienti, come riporta l’Ansa.

I “mafiosi al pistacchio”, sono ricoperti da mandorle intere all’esterno e all’interno con un cuore di pura pasta di pistacchio. “Cosa nostra alle mandorle” è, invece, l’appellativo riservato ad alcuni dolcetti tipici della tradizione siciliana.

Questi prodotti di pasticceria sono recensiti anche nei siti e nelle guide specializzate. “Nel laboratorio di Roberto il mago dei cannoli – si legge sul sito specializzato “Ilgolosario.it” – oltre ai perfetti dolci tipici dalla cialda croccante riempita al momento di ricotta fresca, sono spettacolari i dolci di mandorla e di pistacchio. Quindi Delizie al pistacchio (una pasta frolla ripiena di burro, pistacchio e marmellata), Mafiosi al pistacchio (un cuore di pura pasta di pistacchio ricoperto di mandorle intere), Cosa Nostra alla mandorla, paste di marzapane, torte e infine strudel siciliani alla frutta e le tipiche cassate (su ordinazione)”.

Tra i locali taorminesi che giocano sull’immaginario di “Cosa Nostra” c’è anche la gelateria “Fanaberia” di Giuseppe Perdichizzi, l’attivista leghista salito alla ribalta delle cronache qualche settimana fa, per aver oscurato il volto di Carola Rackete disegnato dall’artista Tvboy.

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