“Ecco perché andrò via da Messina”, i maturandi messinesi si raccontano in un video

Opportunità, sogni e un futuro migliore, ma anche la convinzione che laurearsi in riva allo Stretto non sia come farlo altrove. Le ragioni che spingono i neo diplomati a lasciare la loro terra. O a restare qui. Nonostante un'emorragia demografica che sembra non avere fine

 

MESSINA. È tempo di esami di maturità, un momento cruciale per migliaia di diciottenni messinesi che in questi giorni concluderanno una fase indimenticabile della loro vita, in attesa delle tanto agognate vacanze estive e del futuro che li attende alle porte… sempre più frequentemente lontano dai loro cari e dalla loro terra natia, in una città che anno dopo anno è costretta a dire “arrivederci” o “addio” alla sua meglio gioventù.

 

 

Sono infatti circa duemila i ragazzi e le ragazze messinesi che ogni anno decidono di andare a formarsi altrove, in cerca di opportunità, nuove prospettive e di un futuro migliore, per scelta oppure per necessità, comunque per riuscire a realizzare i propri sogni (soldi permettendo).

Gli umori sono diversi: c’è chi ha già chiuso le valigie e non vede l’ora di prendere l’aereo, chi ha già il magone e chi invece non ha altra scelta. Altrettanto varie sono le mete di studio, fra chi  ha optato per la Bocconi, chi per la Cattolica e chi invece oltrepasserà le Alpi e la Manica per tentare l’avventura a Londra, in metropoli “giovani” in grado di offrire maggiori attrattive e opportunità dal punto di vista lavorativo e culturale.

I numeri del resto parlano chiaro, e raccontano di una terra (Messina, ma anche tutta la Sicilia) che stagione dopo stagione si fa più povera, vecchia e ignorante: solo nella città dello Stretto nel 2018 si sono registrati 2.669 abitanti in meno (-1,7%) rispetto al 2016 e -8.621 unità (-3,5%) dal 31 dicembre 2011. Meglio non va nel resto dell’isola: a lasciare la regione sono infatti per lo più giovani tra i 25 e i 35 anni, soprattutto singoli o coppie con livelli di istruzione medio alti. Ancora più emblematico il dato degli universitari: rispetto all’anno accademico 2016/17 gli iscritti in meno sono ben 8.000. Su un totale di 155.271 studenti, 14.248 studiano negli atenei del Nord Ovest, 8.945 in quelli del NordEst, 19.210 in quelli del Centro e 7.010  (qui l’articolo completo) in quelli del sud Italia.

Un trend che proseguirà anche quest’anno, per ragioni ed esigenze diverse raccontate dagli stessi studenti.

Spesso, ad obbligare i ragazzi a partire, è la mancanza di corsi laurea, come testimonia l’ex studente del liceo Seguenza Mario Giorgianni, che non sa ancora se studiare ingegneria spaziale a Milano, nonostante abbia superato il test e sia in graduatoria, o se intraprendere una scuola di volo nell’aereonautica militare o commerciale, la più vicina delle quali si trova in provincia di Napoli. In ogni caso, quindi, per cercare di realizzare il suo sogno sarà obbligato a partire, proprio come Lorenzo Brandino, maturando del Verona Trento che a settembre incomincerà l’accademia delle Belle Arti per specializzarsi nel montaggio video.

Laurearsi da un’altra parte non è come a Messina”, commenta invece Giorgio Trimarchi, sempre del Seguenza, che dopo aver provato ad entrare alla Bocconi, senza successo,  frequenterà la facoltà di Economia a Messina,  “ma non sono sicuro sia la scelta migliore per la mia vita”.

Ad andare alla Bocconi, invece, sarà Albert Finocchiaro del liceo Archimede, però “a malincuore, perché tengo alla mia terra, ma devo pensare al mio futuro e alle scarse possibilità che mi offre”.

Non mancano i feedback negativi all’Ateneo di Messina: “Chi frequenta l’Università qua non è soddisfatto, neanche nell’ambito lavorativo”, racconta l’ormai ex studentessa del La Farina Ludovica Celi, che andrà a studiare Relazioni internazionali alla Cattolica di Milano, “una città per giovani” e una delle mete predilette fra chi decide di emigrare. Dal 2010 al 2016 i ragazzi di età compresa fra i 18 e i 25 che hanno lasciato la città dello Stretto sono 2047, e 5260 quelli fra i 26 e i 35 anni. Molti fra loro hanno puntato proprio sulla città di Sant’Ambrogio, che anno dopo anno continua a popolarsi di messinesi e siciliani.

La maturanda che andrà in Inghilterra, invece, partirà per frequentare una facoltà di economia e business a Londra, “una città internazionale che mi può offrire più opportunità nel mercato lavorativo”.

Fra i tanti c’è anche chi farà la triennale a Messina e la specializzazione al Nord, come testimonia Luca Barbera del Verona Trento, anche se avrebbe preferito confrontarsi con realtà diverse da quella della sua città natale sin da subito, o Emanuele Lisi, della stessa scuola, che si iscriverà alla triennale di Scienze informatiche, mentre per la specializzazione vedrà più in là.

Tanti partiranno, ma non tutti. Fra chi andrà via e chi vorrebbe ma non può, in parecchi sono contenti della propria città e si accontentano delle opportunità che offre, come Roberta Sorrenti de La Farina, che studierà Lingue in riva allo Stretto in quanto può offrirle “delle ottime opportunità e una buona formazione senza bisogno di cercare qualcosa in più”, o Giuseppe Bonanno, maturando nello stesso liceo classico che inizialmente aveva pensato di andare a Trieste ma ha poi cambiato idea, scegliendo di iscriversi a Giurisprudenza.

Infine c’è chi resterà qui perché intraprenderà dei corsi di studi “comuni” nelle varie città, come racconta Carla Giorgianni del Seguenza, futura studentessa di Lingue o in alternativa di Scienze della comunicazione: “Non vedo l’esigenza di spostarmi dato che ci sono dappertutto”.

 

Di Andrea Denaro,

Riprese e audio: Noemi David

Montaggio video: Andrea Agrillo

 

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