Tregua finita (e senso di dejà-vu): Cateno De Luca torna a minacciare le dimissioni

Il rifiuto dell'aula di trattare la delibera di fuoriuscita dalla fondazione Taormina Arte (che lui stesso aveva chiesto di posticipare, un mese fa), scatena l'ira del sindaco. "Condurrò la mia azione amministrativa fino a dicembre", annuncia. Poi si affida alla Madonna di Montalto, "che oggi ho avuto la possibilità di venerare"

 

MESSINA. A due settimane dal primo anniversario da sindaco di Messina, Cateno De Luca torna a minacciare dimissioni (già annunciate, ritirate e ri-annunciate). Come ormai consolidata consuetudine, il primo cittadino ha affidato il suo sfogo al suo profilo Facebook, tornando ad un rapporto conflittuale col consiglio comunale dopo una lunga tregua.

“Non è giusto tenere sotto scopa la città – ha esordito De Luca – Oggi ho dovuto prendere atto che in consiglio comunale non ci sono le condizioni per poter attuare il nostro programma amministrativo votato dal 68% dei messinesi (in realtà il 65,3% del 39,23% dei messinesi che hanno votato al secondo turno, ndr).

“Non sarò io a tenere sotto scopa la città! Condurrò la mia azione amministrativa fino a dicembre prossimo senza alcuna esitazione pretendendo il rispetto delle norme regolamentari per l’esame in consiglio comunale delle delibere proposte dalla giunta comunale”, ha spiegato il sindaco.

“Purtroppo non ho avuto il mandato pieno per Amministrare Messina perché non ho una maggioranza in consiglio comunale che sostiene il programma del Sindaco scelto dalla città il 26 giugno 2018 – ha continuato – A differenza di altri amministratori io non sono disponibile ad amministrare con il freno a mano o dovendo cercare continui compromessi che mortificano l’interesse collettivo. Ringrazio i consiglieri comunali che in questi undici mesi di dura amministrazione hanno compreso la bontà della nostra azione amministrativa sostenendola alla luce del sole. La mia onestà politica non mi consente più di andare avanti senza una maggioranza consiliare che ci consenta di rendere Messina bella protagonista e produttiva”.

Prima di concludere, l’immancabile richiamo religioso: “Affido la città alla Madonna di Montalto che oggi ho avuto la possibilità di venerare”.

Cosa ha scatenato l’ira di De Luca? La delibera di TaoArte. L’aula ha chiesto l’inversione dell’ordine del giorno sulla delibera di uscita dalla fondazione Taormina Arte, in attesa del parere del revisore dei conti, citato ma non allegato alla delibera. Alla richiesta, De Luca ha ritirato la delibera con molto disappunto, sulla quale però lui stesso aveva chiesto la sospensione della trattazione, per avere la possibilità di essere in consiglio per discuterne mentre invece era impegnato in campagna elettorale per le europee. Poi si è chiuso nella sua stanza. E ha scritto il post di dimissioni.

 

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