«Raccontare il Medioevo», la classe IF del “Boer Verona Trento” premiata a Roma

Accompagnati dal preside Santo Longo e dai docenti Danilo Lo Faro e Annalisa Raffa, i giovani alunni hanno partecipato all'iniziativa con il racconto "Messina. Un porto aperto nel Mediterraneo"

 

MESSINA. Si è svolta giovedì 9 maggio, a Roma, presso l’oratorio dei Filippini, sede dell’Istituto Storico Italiano per il Medioevo, la cerimonia di premiazione della IX edizione del concorso “Raccontare il Medioevo”. Fra i protagonisti dell’evento, anche la classe IF della scuola secondaria di primo grado “Boer-Verona Trento”, che ha ritirato il prestigioso premio accompagnata dal dirigente scolastico Santo Longo, dai docenti Danilo Lo Faro e Annalisa Raffa e da alcuni genitori.

 

 

 

La narrazione è forse il modo più immediato e allo stesso più complesso di impadronirsi di una memoria, di un luogo, di un’identità e contemporaneamente di condividerla con gli altri: proprio questo è lo strumento scelto dall’Istituto Storico Italiano per il Medioevo e dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca per coinvolgere le scuole a sperimentare percorsi didattici innovativi e appassionanti. L’invito è stato raccolto da molti docenti che, come hanno evidenziato i relatori, hanno progettato attività didattiche di grande qualità, rendendo arduo il compito della selezione alla giuria.

La scuola “Boer-Verona Trento” ha partecipato all’iniziativa con il racconto Messina. Un porto aperto nel Mediterraneo, scritto con la guida della professoressa Raffa.

Durante la cerimonia è stata sottolineata dalla giuria l’efficacia della narrazione: un diario di viaggio di un giovane mercante che descrive una ricca città commerciale del XV secolo, l’espediente della caccia al tesoro, l’attribuzione ad ogni allievo di un personaggio con lo stesso nome, l’uso ben calibrato dell’iconografia e delle tracce materiali ancora presenti in città.

Maurizio Gusso, presidente IRIS (Insegnamento e Ricerca Interdisciplinare di Storia) e membro della giuria, ha apprezzato in particolare  il coinvolgimento attivo degli studenti e le sperimentazioni didattiche finalizzate ad un’educazione non retorica alla responsabilità sociale e alla cittadinanza attiva. Si è soffermato sull’importanza dell’insegnamento della storia nella scuola come strumento di educazione al patrimonio, alla cittadinanza interculturale, ai diritti umani e ha concluso il suo intervento con una citazione dello storico Marc Bloch, particolarmente adatta al contesto accogliente e gioioso della cerimonia di premiazione: “Senza dubbio, anche se la storia dovesse essere giudicata incapace d’altri compiti, rimarrebbe da far valere, in suo favore, ch’essa è divertente”.

«La crescente partecipazione degli studenti e l’elevata qualità degli elaborati presentati – ha affermato invece Massimo Miglio, presidente dell’Istituto Storico – rafforzano e confermano l’importanza della scuola e il suo ruolo fondamentale nell’insegnamento della storia e nell’educazione al patrimonio culturale».

 

 

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