“Club nautico Paradiso”, Alessandro Russo: “Condizioni di parziale abbandono”

Il consigliere comunale di "LiberaMe" interroga l'amministrazione sul circolo di canottaggio in cui risultano sospese le attività sportive e per la quale viene pagato un canone di concessione ridotto in quanto area demaniale marittima

 

MESSINA. Un circolo nautico in cui, da oltre un anno e mezzo, risultano sospese le attività sportive, apparendo chiuse le strutture e “in condizioni di parziale abbandono, facendo insorgere il dubbio che ancora si svolgano attività di tipo sportivo al suo interno”. E’ l’interrogazione del consigliere comunale di “LiberaMe” Alessandro Russo sul “Club nautico Paradiso”, circolo sportivo di canottaggio situato sulla litoranea in un’area di demanio regionale marittimo e “per la quale viene (secondo normativa vigente) pagato un canone di concessione in condizioni di maggior favore in ragione della tipologia di attività sportiva che dovrebbe essere eseguita”, si legge in una nota.

“A seguito di accertamenti documentali – spiega il consigliere comunale – è emerso che alcune aree del circolo non sarebbero in linea con le previsioni normative e urbanistiche, segnatamente quelle dei servizi da destinare ai fruitori del circolo, che sarebbero collocati da anni sotto il  manto stradale della litoranea”.

Peraltro, “Da alcuni giorni dei residenti in zona comunicano che nelle aree del circolo sarebbero ripresi dei lavori con mezzi, anche pesanti, fatti passare attraverso il litorale di demanio pubblico e che servono a operazioni di smantellamento interno alle strutture del circolo”, continua Russo, sottolineando che “attraverso semplice osservazione dall’esterno non appare affissa alcuna segnaletica di comunicazione di avvio di lavori, di indicazioni di eventuali richieste autorizzazioni e dei responsabili di progetto, di cantiere e di sicurezza, giuste previsioni normative e urbanistiche”.

Pertanto, il consigliere chiede se il concessionario del circolo rientri ancora nelle previsioni normative che attribuiscono la possibilità di canone concessione pubblico per attività di tipo sportivo, se siano in corso lavori interni alla struttura, e se rispettino le normative regolamentari e urbanistiche, “soprattutto in termini di autorizzazioni eventuali e previsioni progettuali”, e se risulti vero che la struttura sia non conforme alle normative.

Il “Club nautico paradiso”, infatti, è noto a Messina per aver portato il canottaggio olimpico in città ospitando numerosi campioni tra cui Giovanni Calabrese, vincitore per otto volte del titolo di migliore singolista nazionale e che ha permesso di conquistare la stella d’oro al circolo con la vittoria alle olimpiadi dell’ ‘87 e del ‘98, e Antonello Aliberti, vincitore della medaglia di bronzo ai mondiali 8+ pesi leggeri.

La nascita del circolo, affiliato anche alla “Federazione italiana di canottaggio” (Fic), risale al 1943, quando venne fondato da una famiglia di pionieri, i Cama, che portarono il canottaggio ad alto livello a Messina. Solo nel 2017 è stato ceduto, affidando la nuova direzione al presidente Dario Rossi e ad un nuovo Consiglio, rinnovato solo in parte.

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Un circolo nautico storico a Messina, come il thalatta , che adesso piuttosto che venir rilanciato , viene preso di mira da qualche benpensante / ignorante dell’ultima ora…che città di..tra !!