Cinque cose da fare il primo maggio a Messina (e dintorni)

In riva al mare o in mezzo alla natura, all'insegna della cultura o dello svago, fra abbuffate pantagrueliche, rustute infinite e tanta buona musica. Ecco come trascorrere la Festa del Lavoro in città e provincia

 

Relax e buon cibo in mezzo alla Natura

 

La location più ambita- manco a dirlo – è quella dei Colli, inerpicandosi su per le Quattro Strade verso Musolino. Una tappa veloce da don Minico per un caffè al volo o per una colazione da campioni a base di pagnotta alla disgraziata e poi solo relax, sdraiati sull’erba, mentre la salsiccia rosola lentamente sul fuoco e il vento fischietta fra le fronde (al ritorno, prima di andare via, ricordatevi però di pulire e di portare con voi i rifiuti).

 

 

Per chi volesse invece non allontanarsi troppo dalla città, la fattoria di Villarè di Minissale propone una vera e propria immersione nella natura a due passi dal centro. Si potrà passeggiare per l’azienda, visitare l’orto, stare in compagnia degli animali e giocare nel Parco Avventura, “al solo ritmo del sole”. Due le soluzioni previste per pranzo: la Veranda del Borgo, allestita fra le case contadine, dove sarà possibile pranzare ed essere serviti al tavolo (25 euro) o il Belvedere, per gustare il vero sapore della scampagnata di Pasquetta (20 euro). Il menu è uguale, a base di formaggi, ricotta e prodotti genuini. Ah, i bambini pagano la metà.

Sempre in centro, a Villa Dante, ecco la “Festa della primavera”, organizzata dal Comune nel polmone verde cittadino che da tanto tempo chiede di tornare ai vecchi fasti. L’evento prevede babypark, band musicali, street food, street artist, sport, animazione, infiorata, hobbistica, artigianato, prodotti tipici, un’estemporanea di ceramica, una mostra di arti visive e plastica, un’improvvisazione poetica e l’esposizione del concorso dello scorso 8 marzo “Femina Terrae”. Si inizia alle 10 del mattino.

Chi, infine, alla natura antepone il cibo, può sempre fare una capatina al mercato coperto Muricello, che da tempo vive una seconda giovinezza. Il menu? Pasta con le sarde, pasticcio di lasagne, braciole (ma palermitane), salsiccia con patate, parmigiana di melanzane, panelle e pani ca meusa. Il tutto annaffiato da un buon Nero d’Avola.

 

 

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