La playlist di Gregorio Parisi per sopravvivere al lunedì

Un selezione di brani dei quali tutti tessono le lodi, ma evidentemente nessuno ha mai letto il testo, nella compilazione del nostro blogger Gregorio Parisi, oggi piuttosto polemico, per iniziare in bellezza la settimana che porterà a Natale. Perchè di Sfera Ebbasta dovrebbe parlarsi solo in relazione alla sua scarsezza artistica a livelli da campionato del mondo, e di nient'altro

 

Siamo tutti nati ieri. Ho scoperto in queste settimane che nessuno di noi in questo paese ha mai ascoltato musica, e la sola musica che abbiamo intercettato con le nostre orecchie è stato qualche brano da boy scout in cui celebravamo l’ebbrezza del vivere in campeggio secondo i dettami della comunità. L’ho scoperto perché tutti hanno letto lo screenshot di un sito che riporta l’inizio di un brano di Sfera Ebbasta e hanno tutti deciso che fa schifo. Ora, posto che a me di difendere Sfera frega poco, rido forte vedendo queste frasi che fanno sembrare chi le pronuncia delle novelle Helen Lovejoy, tutti a chiedersi perché nessuno pensa ai bambini. Ebbene, signori, oggi siamo di buon umore e il nostro lunedì inizia con cinque canzoni che, decontestualizzate (ma non solo), parlano di crimini ben più feroci di un menage a trois. Trois, con la s.

 

 

Pink Floyd – One of these days

Partiamo da qui, perché ci piace farci odiare facile. I Pink Floyd, sì, in una discussione su Sfera. Allucinante, vero? Eppure, One of these days è un brano quasi interamente strumentale, ma in quel “quasi” ci sta tutta la differenza del mondo. L’unica frase del testo è pronunciata da Nick Mason, ed è un sensazionale “One of these days, I’m going to cut you into little pieces”. Uno di questi giorni, dice il buon Mason, ti taglierò a pezzetti. Una delle tipiche frasi che si pronunciano per educare i propri figli, per far capire a tutti che non si sgarra mica. Va be’, scherzi a parte, le liriche di questo brano non saranno state delle migliori, ma fortunatamente sono sempre stati esempi di sobrietà. Dai, si sa.

 

 

Doris Day & Dean Martin – Baby it’s cold outside

Questa l’avrete cantata decine di volte, ma poi alla fine chi se ne importa del testo, no? Non si parla di codeina, non si sa esattamente di cosa si parli, ma quel “fuori fa freddo” del titolo serve a convincere questa benedetta ragazza a non andarsene, perché magari poi c’è cosa, insomma, quel fatto lì. E lei però se ne vuole andare, e come possiamo fare allora? Ma certo, pensò l’autore di questo brano, tale Frank Loesser, convinciamola aggiungendo qualcosa nel bicchiere. Cosa fosse non è dato saperlo, certo è che leggendo il testo settantacinque anni dopo qualche dubbio resta. La verità? Semplicissima: fosse stato scritto ai giorni nostri sarebbe stato criticato. Certo, servirebbe capire l’inglese e ascoltare le parole nelle canzoni.

 

 

Lou Reed – Perfect day

Questa, sinceramente, ero indeciso se inserirla o meno perché comunque è abbastanza conosciuta la dedica all’eroina, tanto da essere anche inclusa in una scena iconica di Trainspotting. E comunque i riferimenti sono “artistici” diciamo, va specificato. Fatto sta che questa voglia di molti di essere bacchettoni, questa necessità di trovare dei messaggi positivi nella musica, dei valori (I VALORI santodio) mi ha fatto venire voglia comunque di specificare che una delle canzoni più belle di tutti i tempi parla della bellezza di un pomeriggio passato a farsi di eroina. So che a questo punto, di solito, arrivano in tanti a dire che la canzone è dedicata a una donna e blablabla, allora giusto per completezza chiamo a testimoniare Heroin dei Velvet Underground e dichiaro chiuso il processo.

 

 

Eminem – Cleanin’ out my closet

Va bene dai, qui si gioca facile: Eminem effettivamente viene criticato da tanti. Eppure, ehi ehi ehi, è l’artista con più seguito al mondo o giù di lì. Artista del decennio, eppure se si va sulla sua pagina wiki forse si fa prima a trovare una categoria con cui non ha avuto problemi. Posto che scegliere brani come Kim era forse più semplice (una normalissima scena di violenza domestica con un “now bleed bitch” emblematico), ma Cleanin’ out my closet è particolare perché le altre canzoni hanno parole forti ma sono quasi sempre esagerazioni, mentre questa non proprio, dato che spiega l’odio verso sua madre con frasi per cui poi, poco più di dieci anni dopo, ha anche chiesto scusa, rimangiandosele e non presentando più il brano in sede live. Restano le frasi taglienti, di disprezzo vero, resta quello che è stato uno dei brani più significativi di uno degli artisti con più impatto in assoluto nella storia della musica.

 

 

The Police – Every breath you take

La chiusura è in bellezza, con un classicone totale assoluto della musica. Certo, sembra la classica canzone d’amore, non fosse che, ehi, non lo è del tutto. È una canzone, questa dei Police, che si adatta bene a un amore non del tutto corrisposto. Diciamocelo, chiaro e tondo: Sfera Ebbasta è un drogato criminale, e Sting è uno stalker. Avete cantato per decenni un brano che parla di uno stalker, uno che segue la ragazza di cui è perversamente innamorato, che la guarda da lontano, che non la lascia mai davvero libera. In alternativa, stiamo parlando di un innamorato con molto, forse troppo tempo libero. “Ogni singolo giorno, ogni parola che dici, ogni gioco che fai, ogni notte”: Sting del mio cuore, forse dovresti trovarti un lavoro.

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