“Zia Gianna”, come mangiare un arancino (e bere un caffè) messinese a Boston

Un anno fa l'apertura del primo ristorante messinese (e siciliano) della metropoli americana. Nel segno di Nino Barbalace, dei prodotti della città dello Stretto... e di una passione di famiglia

 

MESSINA. “Arancini e scacciata”: già il genere maschile applicato alla specialità di riso è una prospettiva che sorride. Poi c’è il nome: “Zia Gianna”, com’è stato “battezzato” il locale, ma soprattutto Nino Barbalace, il nome dello chef. È così che la cucina messinese ha conquistato Boston.

Perché a fine novembre del 2017, nella città del Massachussets, a Dorchester Avenue, ha aperto un ristorante siciliano, il primo in città, come orgogliosamente afferma il suo proprietario, Nino Barbalace, che ha promesso agli americani un menu “full of classic Sicilian street food”. Eppure il locale si chiama “Zia Gianna – italian bakery & caffè”. Che c’entra il caffè e la pasticceria con gli arancini?

Sottigliezze. Barbalace ha iniziato servendo “Sicilian-inspired sandwiches at breakfast and lunch”, ma non ha perso tempo, ed ha allargato il raggio d’azione: oltre allo street food, si dedicherà al vino, rigorosamente siciliano anch’esso (“il territorio vulcanico è incredibile”, ha spiegato lo chef messinese al sito boston.eater.com qualche settimana prima dell’apertura del locale), ma ai suoi clienti Nino Barbalace serve principalmente caffè (quello italiano, anzi messinese) e soprattutto la “brioscia”, alla quale ha persino dedicato un video: in dialetto siciliano (e con immagini di Messina), ma con traduzione in americano. Un trionfo di messinesità, sottolineata anche dalla foto con cui è presentato l’articolo nel sito di Boston, in cui Nino Barbalace è alle prese con qualcosa che ricorda molto da vicino le braciole.

Chi è Nino Barbalace? Un architetto. La cui famiglia possiede un ristorante a Messina. Dopo la laurea ed il dottorato in restauro e conservazione, tra Reggio e Roma, decide di volare a Cambridge per una specializzazione. Ma invece di progettare e costruire palazzi, si dedica alla sua passione, la cucina, che, come ha spiegato al sito: “In Sicilia è uno dei legami più forti. Noi viviamo per mangiare – ha continuato – in famiglia è più comune domandare “hai mangiato” piuttosto che “come stai?”. La logica è che, se hai appetito, vuol dire che sei in buona salute.

E chi è la “zia Gianna” che dà il nome al locale? “La persona più importante della mia vita – ha spiegato Nino Barbalace al Boston Eater – mi ha visto crescere e mi ha insegnato i segreti della cucina: la maggior parte erano ricette tradizionali che a sua volta aveva imparato da sua madre”.

 

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