Cinghiali in città, dietrofront: saranno “allontanati”, non ammazzati

In risposta ad un'interrogazione del consigliere Alessandro Russo (LiberaMe), il sindaco Cateno De Luca spiega il perchè della retromarcia rispetto alla contestatissima decisione di luglio: "Manca un censimento per valutare l'eventuale necessità di un abbattimento massiccio selettivo"

 

MESSINA. Pericolo scampato per i cinghiali che ogni tanto si affacciano all’Annunziata e hanno l’ardire di arrivare fino a San Licandro: non saranno più abbattuti, come da contestatissima ordinanza sindacale di luglio, ma prima catturati e poi “allontanati”.

Lo comunica il sindaco Cateno De Luca (e il dirigente all’Ambiente Romolo Dell’Acqua e l’assessore alla protezione civile Massimiliano Minutoli), rispondendo  ad un’interrogazione del consigliere comunale di LiberaMe Alessandro Russo.

Come mai questa marcia indietro, tra l’altro invocata nei mesi passati da più soggetti? “Si è potuto constatare – si legge nella risposta all’interrogazione – che la mancata effettuazione di un reale censimento non consente a tutt’oggi all’amministrazione comunale di valutare l’eventuale necessità di un abbattimento massiccio selettivo dei cinghiali, in quanto le vigenti norme di settore subordinano tali interventi contingibili ed urgenti ad una propedeutica attività di monitoraggio dei suidi che si ribadisce non è mai stato effettuata dal dipartimento Ripartizione faunistica”.

De Luca, Minutoli e Dell’Acqua spiegano che il problema era sorto già nel 2014, e due ordinanze del 2015 avevano tentato di porvi rimedio, ma “per quanto si è a conoscenza – scrivono – non risulta che tali ordinanze siano state correttamente eseguite da tutti i soggetti interessati”: e cioè quelli ai quali il Comune aveva ordinato di prendere in mano la situazione: il dipartimento regionale per lo Sviluppo territoriale, la ripartizione faunistico venatoria della Provincia, l’ispettorato alle foreste, le polizie municipale e provinciale, Messinambiente e tutti i proprietari di appezzamenti di terreno sui quali gli animali avrebbero potuto bivaccare.

Niente di questo è successo. E quindi, preso atto della situazione e delle proteste, invece di procedere all’uccisione dei cinghiali “si sono definiti gli accordi per l’acquisto del materiale necessario la cattura degli esemplari presenti nel centro abitato, quindi si procederà con azioni concertate con gli enti preposti al controllo degli ungulati suddividendo in due step: operazione di cattura dei cinghiali presente a ridosso dell’abitato e successivo allontanamento previo controllo sanitario“.

Lascia un commento

avatar
400