Il Movimento 5 stelle: “Grande soddisfazione per la vicepresidenza”

I pentastellati si congratulano con il presidente del consiglio comunale Claudio Cardile, il vice Nino Interdonato e la "loro" Serena Giannetto. E Gaetano Sciacca ribadisce: «Nessun asse con il Pd. Intesa basata sulla condivisione di idee e non certo sulla spartizione di poltrone»

 

MESSINA. «Esprimiamo grande soddisfazione per la seduta odierna, che ci ha dato la possibilità di far sentire per la prima volta la nostra voce dagli scranni di Palazzo Zanca. Dopo la controversa esperienza degli ultimi cinque anni, ci auguriamo adesso che il nuovo Consiglio Comunale possa distinguersi dal precedente per la qualità della proposta e l’etica politica, rappresentando in aula le istanze dei cittadini e ripagando la fiducia che tantissimi messinesi hanno deciso di riporre in noi». Il gruppo consiliare del M5S commenta a caldo l’elezione del presidente del Consiglio comunale Claudio Cardile e dei vicepresidenti Nino Interdonato e Serena Giannetto, «una donna giovane che rappresenta in pieno lo spirito di un gruppo coeso e in continua crescita, in cui l’interesse comune prevarrà sempre sulle competizioni interne».

«Siamo il gruppo più rappresentativo e la prima forza politica in città: è giusto che avessimo una rappresentanza negli Uffici di Presidenza. Adesso – commenta il capogruppo Andrea Argento – ci aspettano giornate di duro lavoro. Nei prossimi mesi saremo chiamati ad esprimerci su tematiche fondamentali per lo sviluppo della città, dal bilancio al piano regolatore. Di volta in volta faremo le nostre scelte nella massima trasparenza, facendoci carico della volontà e delle richieste dei cittadini».

«Non c’è alcun “asse” con il Partito Democratico – chiarisce invece Gaetano Sciacca – La nostra è stata un’intesa basata sulla condivisione di idee e non certo sulla spartizione di poltrone. Così faremo in ogni circostanza, mettendo al primo posto le problematiche cittadine e portando avanti il programma scritto insieme ai nostri elettori, senza alcuna preclusione preconcetta verso l’Amministrazione o le altre forze politiche».

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