Speculazione edilizia a Fiumedinisi, assolto Cateno De Luca

L'accusa aveva chiesto 5 anni di reclusione per l'ex sindaco. La vicenda riguarda la costruzione di un albergo, 16 villette e un muro di contenimento del torrenti, realizzati tra il 2004 e il 2010

 

MESSINA. Cateno De Luca è stato assolto dall’accusa di abuso d’ufficio (prescrizione per l’accusa di tentata concussione derubricata in induzione indebita). Prescritti per il reato di tentata concussione derubricato in induzione Angelo Caminiti, Carmelo Oliva, Renzo Briguglio, Fabio Nicita, Pietro D’Anna, Cateno De Luca, Benedetto Parisi, Tindaro De Luca.

Assolti per abuso perché il fatto non sussiste: Gregorio Coppolino, Grazia Rasconà, Cateno De Luca, Pietro D’Anna, Giuseppe Bertino, Salvatore Piccolo, Paolo Crocè, Carmelo Crocetta, Antonino Cascio e Giuseppe Giardina. Assolti per altri reati perché il fatto non costituisce reato anche Pietro D’Anna e Carmelo Satta.

È questa la decisione della seconda sezione penale di Messina presieduta da Mario Samperi. Si è concluso così il primo grado del processo a carico del neodeputato, Cateno De Luca, arrestato lo scorso mercoledì per evasione fiscale. La sentenza di oggi riguarda, invece, vicende risalenti agli anni tra il 2004 e il 2010, nel mirino degli inquirenti i lavori di costruzione di un albergo con centro benessere, ad opera della Dioniso srl, finita anche nell’inchiesta della Guardia di finanza e dei Carabinieri di Messina che è sfociata nell’arresto di due giorni fa. Oltre l’albergo anche 16 villette e la realizzazione di un muro di contenimento del torrente Fiumedinisi, tutte opere che secondo l’accusa avevano favorito società dell’allora sindaco di Fiumedinisi, Cateno De Luca.

“Ci sono giudici onesti in questo tribunale. Altri lo sono meno, ho denunciato questi verminaio e continuerò a farlo”, ha commentato a caldo De Luca, all’uscita dal tribunale.

Le indagini erano partite a seguito di un esposto e avevano portato all’arresto di De Luca nel giugno del 2011. Assieme all’ex sindaco erano andati a processo anche il fratello Tindaro De Luca, il funzionario del Comune, Pietro D’Anna, il presidente della Commissione edilizia, Benedetto Parisi e altri 14 persone tra cui, Carmelo Satta, anche lui agli arresti mercoledì per evasione fiscale.

L’accusa, sostenuta dal pubblico ministero, Liliana Todaro, aveva chiesto la condanna a 5 anni di reclusione per Cateno De Luca, 4 anni per il fratello Tindaro, 2 anni per il funzionario comunale, Pietro D’Anna, un anno e 7 messi per Gregorio Natale Coppolino, 1 anno e 4 mesi per il vice sindaco Grazia Rasconà, 1 anno e 2 mesi per Giuseppe Bertino, Paolo Crocè, Carmelo Crocetta, Giuseppe Giardina, Antonino Cascio e Salvatore Piccolo.

Prescrizione per i componenti della commissione edilizia: Renzo Briguglio, Angelo Caminiti, Roberto Favosi, Fabio Nicita, Francesco Carmelo Oliva e Carmelo Satta.

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Tutti dovremmo cominciare a capire che, se vogliamo essere seri e non dei giullari, l’unica cosa rilevante sono le condanne o le assoluzioni dopo un processo in contraddittorio dove accusa e difesa si confrontano e si scontrano e un giudice terzo e imparziale decide. La sentenza produce la verità giudiziaria, non le ordinanze di custodia cautelare e nemmeno le indagini di polizia e P.M.