Ganzirri, via Marina nel degrado. L’accorato appello di un cittadino alle Autorità

Rifiuti abbandonati da incivili, assenza di delimitazione stradale, pericolosi dislivelli, scarsa illuminazione, botola "ancorata" con la sabbia, pozzetti interrati alla meno peggio. E si tratta della foce del torrente Papardo, una situazione di sicuro pericolo per le persone

MESSINA – “Si chiede disperatamente un intervento”: una denuncia accorata quella di un cittadino di Ganzirri, Marcello Puglisi, che si rivolge a tutte le Autorità, per chiedere un semplice intervento di bonifica  in via Marina a Ganzirri, alla foce del torrente Papardo dove “la mano degli incivili si è fatta sempre più pressante”, lasciando la via in preda a rifiuti di ogni tipo. Una denuncia del 7 agosto, ribadita adesso che Puglisi ha ricevuto finalmente risposta dalla Protezione civile, che ha però soltanto trasmesso gli atti per competenza ad altri uffici. 

Puglisi allora rincara la dose spiegando dettagliatamente quale sia lo stato di degrado in cui è abbandonato “il tratto iniziale di via Marina a Ganzirri (foce torrenete Papardo) è privo del ciglione che delimita la strada dell’arenile – scrive Puglisi – costituendo serio e grave rischio per chiunque ivi transiti, poiché tra la strada e la parte sottostante insiste un dislivello di circa due metri e ad accentuare il livello di pericolosità concorre la scarsa illuminazione pubblica a causa del guasto di almeno due punti luce”.

“Sul manto stradale è stata fatta una traccia ed è stata ricoperta con la sola sabbia senza ripristinare l’asfalto e cosa ancora più grave – continua –  appare il sistema di posizionamento di una botola in ghisa, che è stata “ancorata” a regola d’arte con calcestruzzo, tale botola rappresenta una vera e propria trappola e ironia della sorte, lo stesso sottoscritto vi è già finito dentro”.

Ma non è tutto: “I pozzetti interrati che contengono le valvole dell’impianto di sollevamento sono coperte con sistemi assolutamente inadatti (due pedane di ponteggio) e facilmente amovibili, piuttosto che con i coperchi regolamentari”.

“La zona – conclude – non merita tanto disprezzo”. 

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