Messina, la battaglia di Giuseppe Sanò: il “Capitan Peloro” in carne ed ossa

Da tre anni, il consigliere della VI Circoscrizione, nonché socio della Pro Loco, si batte contro la pesca a strascico e col cianciolo attraverso manifestazioni, un progetto da finanziare e una petizione che conta già più di trentamila firme

 

MESSINA. Torre Faro ha il suo Capitan Peloro in carne ed ossa. Si tratta di Giuseppe Sanò, consigliere della VI Circoscrizione e socio della Pro Loco Capo Peloro, la cui battaglia ha dato lo spunto di partenza per il supereroe che difende il mare concepito da Barbara Buceti e affidato alle matite di Lelio Bonaccorso. “Da tre anni, porto avanti una crociata contro le pratiche della pesca a strascico e a circuitazione, col cianciolo, che vedono come scenario il tratto di mare che va da Capo Peloro a Capo Rasocolmo. Due tecniche – spiega – che danneggiano la riproduzione e anche la Posidonia. Studiando altre realtà che avevano avuto lo stesso problema – racconta – ho rintracciato un progettista di Ferrara, Guido Beltrami, che si occupa di disegnare dissuasori antistrascico composti da cemento e con rampini di acciaio detti ‘stop net’. Questo ha dato il via all’elaborazione di un progetto che comprende anche la creazione di areali per la riproduzione, chiamati’ reef di ripopolamento'”.

 

 

Ma cosa è accaduto in tre anni? “Sono state convocate due conferenze dei servizi, due anni fa, alla presenza dell’ex assessore comunale Cucinotta, e siamo rimasti in attesa che venisse pubblicato un bando europeo Feamp che, però, non ha mai visto la luce per mancanze dell’assessorato regionale alla Pesca. Il 24 maggio scorso – spiega Sanò – siamo riusciti a incontrare Dario Cartabellotta, dirigente generale del Dipartimento, che aveva assicurato la pubblicazione della Misura, ma non si è visto nulla. Più recentemente, però, ad un incontro del 31 luglio a Palermo, in occasione della presentazione di una nuova Misura per la pesca-turismo, abbiamo concordato una modalità più veloce per finanziare il progetto”. Il 20 maggio scorso, il consigliere di Circoscrizione è stato animatore di una grande manifestazione in mare.

 

 

Le reti assassine

LA PETIZIONE. Su change.org, la petizione lanciata da Sanò ha trovato 32.222 sostenitori e sarà consegnata al Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto (Guardia Costiera) e all’Assessorato regionale dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea (assessore Antonello Cracolici). Ecco il testo: “Voglio parlare del futuro del nostro mare. Un mare depredato e violentato tutti i giorni, da chi non ha la sensibilità e la cultura per capire che non è una fonte inesauribile. Anche questa primavera stiamo continuando ad assistere alle più grandi razzie che il nostro mare possa sopportare, tutti i giorni pescherecci provenienti dalla vicina Calabria si alternano con reti a circuizione fino a quando l’ultimo pesce catturabile viene issato sulle loro imbarcazioni. E tutto questo avviene nelle acque antistanti a quella che doveva essere la riserva naturale di Capo Peloro, che ricordo essere inserita tra le zona Natura 2000.

Perciò come stabilito dall’articolo 4 del Regolamento (CE) n. 1967/2006 del Consiglio dell’Unione Europea è vietata la pesca con reti da traino, draghe, ecc . Un intero habitat è destinato a scomparire cosi come la posidonia oceanica, simbolo del benessere del nostro mare. Alcune specie di pesci sono ormai presenti solo nei ricordi di qualche vecchio pescatore. Per porre rimedio a questa strage è stato persino progettato un particolare sistema di protezione costiera mediante il posizionamento di elementi destinati a preservare e sviluppare la fauna e la flora marina. Il progetto è stato presentato alla Regione Siciliana per la richiesta di finanziamento a valere dei fondi europei FEP per la pesca, e la conferenza dei servizi ha dato parere ampiamente positivo. Purtroppo siamo ancora in attesa che venga pubblicato il bando per poter presentare il progetto e la mattanza continua impunemente. A nulla valgono le telefonate alla Guardia Costiera. Attualmente, sono in pochi a distinguere ciò che è legale da ciò che non lo è, ovviamente oltre ai pescatori di frodo, pertanto faccio appello alla sensibilità di ognuno di voi affinché vi uniate alla protesta per dire basta alla pesca illegale che sta distruggendo il nostro mare”.

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