MESSINA. L’accusa chiede severe condanne per i viaggi della droga  dalla Puglia alla Sicilia scoperti con l’operazione Shuttle, condotta a gennaio dalla Guardia di Finanza. La droga, acquistata a Bari, era destinata al mercato locale dello spaccio. In sei hanno chiesto il rito abbreviato nell’udienza presieduta dal gup Tiziana Leanza. Il pubblico ministero Alessia Giorgianni ha chiesto condanne che vanno da un massimo di 16 anni fino ad un minimo di 2 anni e mezzo. Queste le richieste dell’accusa: Giacoma Cambria 16 anni, Michele Cambria 4 anni e 8 mesi, Grazia Leo 4 anni, Giovanni Cambria 4 anni e 8 mesi, Biagio Merlino 2 anni e 8 mesi e Nikoll Marku 2 anni e 6 mesi.
A difendere le  ragioni degli imputati gli avvocati: Nino Cacia, Salvatore Silvestro e Giuseppe Bonavita. Si prosegue la prossima settimana per la conclusione degli interventi della difesa e la sentenza.
Personaggio chiave, secondo l’accusa, Giacoma Cambria: sarebbe stata lei ad individuare il fornitore delle partite di sostanza stupefacenti e pianificare i viaggi da Messina a Bari per acquistare la droga da piazzare sul mercato.
L’indagine, condotta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, scaturisce dal sequestro del 4 settembre 2015 nei pressi degli imbarcaderi privati quando fu fermata una donna trovata in possesso di 5 panetti di hashish del peso complessivo di circa 5 chili, e di 50 grammi circa di cocaina. Quell’episodio diede inizio ad una serie di attività investigative con intercettazioni e controlli che hanno permesso ai finanzieri di  ricostruire i viaggi finalizzati all’acquisto dei carichi di droga. La sostanza stupefacente, una volta giunta a Messina, sarebbe stata consegnata ai pusher locali che avevano il compito di curarne la cessione ai consumatori.
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