MESSINA. Laboratori interdetti e corridoi inagibili. Palestre inutilizzabili e aule chiuse. Questo lo stato in cui sono costretti a svolgere le normali attività didattiche i ragazzi dell’Istituto tecnico professionale Verona Trento – Majorana di Messina nella sede del Viale Giostra. Circostanze che stamattina hanno spinto a Piazza Duomo un corteo di alunni e di docenti del Verona Trento, che in forma di protesta hanno allestito un campo da pallavolo sulla parte sud della piazza, dove è stata “improvvisata” una lezione di educazione fisica.

Un primo intervento è stato eseguito dalla Digos, a cui sono stati spiegati i motivi della manifestazione e che ha svolto il ruolo di mediatore tra la scuola e l’ex Provincia. La richiesta era quella di parlare con un responsabile e, dopo essersi recati all’interno del Palazzo dei Leoni, i poliziotti della Digos hanno chiesto ai docenti e agli alunni di attendere la fine della conferenza presieduta dal commissario Francesco Calanna (che proprio oggi ha rimesso il suo mandato).

Ormai da 6 anni il plesso di Giostra è stato abbandonato alle sue criticità, con solamente qualche minimo intervento, mentre le richieste inoltrate dalla preside Simonetta Di Prima sono state del tutto ignorate o non sono mai arrivate. Dal 2012 la situazione non fa che degenerare, e adesso i ragazzi si trovano nelle condizioni di temere anche una semplice uscita nei corridoi per una qualsiasi necessità: “Potrebbero cadere calcinacci addosso ai ragazzi mentre vanno in bagno”, afferma una docente presente alla manifestazione.

La causa principale della condizione in cui si trovano i locali sono le infiltrazioni di acqua che penetrano in numerose zone del soffitto, fanno sì che la scuola sia in uno stato di insicurezza e visto il mancato provvedimento dell’ente proprietario, costringono a soluzioni spartane: nei laboratori di elettronica e di chimica sono stati disposti dei secchi per raccogliere le perdite, proprio davanti l’uscita di emergenza che porta alla scala antincendio, mentre numerosi tratti di corridoi sono stati dichiarati inagibili. Inoltre, è stata interdetta la palestra durante le giornate di pioggia e fino al giorno successivo.

Ma non sono solo le infiltrazioni a limitare gran parte dell’utilizzo del plesso: a causa dei cornicioni pericolanti, si sono dovuti chiudere la terrazza e due cortili interni, in più, la zona di raccolta che si trova dal lato della via Palermo mostra, anch’essa, dei cornicioni pericolanti da cui recentemente sono caduti dei calcinacci.

Ad ottobre e a gennaio erano state inoltre inviate due richieste di scerbatura a cui non è stata data alcuna risposta. Gli alberi su cui agire sarebbero piuttosto alti e impediscono di sistemare la cabina elettrica che, durante le giornate di pioggia, si inonda, causando un black-out.

“Non possiamo più aspettare”, hanno dichiarato i docenti responsabili della sicurezza, i professori Caruso e Muscarà, “Vogliamo degli interventi immediati”. Purtroppo, l’unica soluzione possibile è quella della sistemazione del plesso, in quanto, sottolineano i docenti e i ragazzi, non è possibile che vengano divisi nelle scuole poiché la maggior parte delle attività richiedono l’utilizzo dei laboratori; tanto meno, è possibile che vengano ospitati dalla sede centrale di Via Ugo Bassi, che ha già fornito altre istituzioni scolastiche dei propri locali disponibili.

A tali condizioni, il commissario della Città Metropolitana ha risposto annunciando un imminente sopralluogo che avverrà entro le prossime 48 ore, così da poter verificare l’urgenza delle criticità e prendere una decisione su come affrontarle.

 

 

 

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