PALERMO. Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha accolto questa mattina, assieme al presidente dell’Assemblea regionale Gianfranco Micciché e al sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al suo arrivo nell’aula bunker del carcere Ucciardone per partecipare alla cerimonia organizzata dal ministero dell’Istruzione e dalla fondazione Falcone in occasione del 29° anniversario della strage di Capaci, quando vennero uccisi Giovanni Falcone, la moglie e gli agenti della scorta

Musumeci ha poi partecipato, alla caserma Lungaro, sede del reparto scorte della Questura di Palermo, alla deposizione di una corona d’alloro sulla lapide dei caduti nelle stragi e allo svelamento della teca in cui sono conservati i resti della Fiat Croma “Quarto Savona 15”, l’auto di scorta del giudice Falcone.

“O si sta contro la mafia o si è complici, non ci sono alternative”, ha detto Mattarella. “E’ sempre di grande significato ritrovarsi nel bunker, un luogo di grande valenza simbolica, dove lo Stato ha assestato importanti colpi alla mafia. La mafia esiste ancora, non è stata sconfitta. È necessario tenere sempre attenzione alta e vigile da parte dello Stato”.

“La credibilità della magistratura e la capacita di riscuotere fiducia – ha aggiunto – è imprenscindibile per lo svolgimento della vita della Repubblica: gli strumenti non mancano, si prosegua a fare luce su ombre e sospetti: si affrontino in maniera decisiva i progetti di riforma. Sentimenti di contrapposizione, contese, polemiche all’interno della magistratura minano il prestigio e l’autorevolezza dell’organo giudiziario”.

Il presidente della Repubblica parteciperà anche ad altre iniziative, come l’inaugurazione del progetto “Spazi Capaci/Comunità Capaci”, voluto dalla Fondazione Falcone e dal Ministero dell’Istruzione: un piano di design sociale curato da Alessandro de Lisi e che ha il patrocinio della Polizia di Stato. Spazi Capaci vuol far tornare a vivere le città attraverso le opere in un percorso sperimentale di “memoria 4.0” che, partendo da luoghi di Palermo simbolo della vitalità della lotta civile contro la mafia, compie un viaggio attraverso tutto il Paese. Un cammino lungo tre anni, col traguardo nel 2023, anno in cui ricorre il trentennale delle stragi di Firenze, Roma e Milano.

“Vogliamo riappropriarci delle città attraverso l’arte – ha spiegato Maria Falcone, presidente della Fondazione Giovanni Falcone e sorella del giudice ucciso a Capaci – La cultura è determinante per il rinnovamento dello spirito dei popoli”.

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