MESSINA. Al termine del mese di gennaio il quadro della siccità in Sicilia appare evolvere verso un superamento quasi totale del fenomeno. A spiegarlo il nuovo bollettino mensile del Servizio Informativo Agrometeorologico Siciliano (SIAS).
“Le abbondanti piogge del mese di gennaio – si legge nel bollettino- questa volta non solo sono state in linea con i quantitativi attesi in base alla norma climatica, ma hanno generato un surplus che finalmente è andato a colmare quote significative del deficit pluviometrico accumulato negli anni precedenti. Al termine del mese di gennaio, nel quadro di una situazione estremamente dinamica della circolazione atmosferica alle medie latitudini, la fotografia ottenuta dagli indici SPI restituisce una situazione di non sufficiente superamento delle condizioni di siccità a lungo termine, tuttavia passibili di notevole miglioramento già a partire dal mese successivo. Al di là delle indicazioni ottenute dagli indici, il segnale principale rilevato durante il mese è quello di un ritorno a deflussi consistenti nel reticolo idrografico a causa della raggiunta saturazione idrica dei suoli, superando la situazione che in precedenza, fino a dicembre, aveva visto una ripresa delle riserve idriche molto più limitata di quanto gli indici potessero suggerire.”
Nel dettaglio gli indici SPI (indicatore statistico utilizzato per monitorare e quantificare la siccità o l’umidità) si è evoluto sul breve e lungo periodo: a 3 mesi mostra ovunque un netto aumento degli indici, con totale scomparsa di aree in stato di siccità moderata (SPI compreso tra -1 e -1,5) e significative aree in stato di umidità moderata (SPI compreso tra +1 e +1,5); a 6 mesi mostrano quasi totale assenza di siccità con ridottissime aree in stato di siccità moderata laddove al termine del mese prescedente erano invece comparse aree in stato di siccità severa, vale a dire sul versante occidentale dell’Etna e su una piccolissima porzione del Messinese, in corrispondenza del Golfo di Patti; G e severa sul settore orientale, nelle stesse zone individuate dagli indici a 3 mesi; aree significative in stato di umidità moderata e severa sono invece presenti specie sulla fascia meridionale centrale; la stessa distribuzione si ripropone anche per gli indici SPI a 12 mesi, in aumento generalizzato ovunque; gli indici SPI a 24 mesi sono quelli che subiscono forse gli aumenti più significativi, anche in questo caso portando alla quasi totale scomparsa delle aree in stato di siccità ed evidenziando la tendenza al superamento non solo della siccità agronomica ma anche della siccità idrologica; una ridotta area in stato di siccità moderata sul versante dell’Etna è l’unico residuo della situazione del mese precedente; a 48 mesi mostra anch’esso un aumento generalizzato degli indici, ma non sufficiente in questo caso a raggiungere il superamento delle condizioni di siccità nelle aree dove il mese precedente risaltavano ancora situazioni di siccità a lungo termine estrema; in questo caso, oltre al versante occidentale dell’Etna, siccità moderata e severa interessano ancora una buona parte della Piana di Catania e buona parte del Palermitano, soprattutto nella parte occidentale della provincia; si tratta di situazioni che in effetti a fine gennaio ancora mostravano un importante deficit di riserve idriche e che con gli aggiornamenti al termine del mese di febbraio vedranno probabilmente notevoli variazioni del quadro descritto da queste mappe.


