Che mondo è quello che vedono gli occhi di Salvini?

L’unico apporto (se di apporto può parlarsi) dato al problema da questo insalvabile politicante consiste nell’aver disvelato l’ipocrisia e il cinismo, nonché lo stato comatoso in cui versa l’Unione Europea. Per il resto, niente di nuovo sotto il sole. Egoismo e paura, paura ed egoismo abilmente agitati a cospetto di un Paese frastornato, per metà sempre tentato di gettarsi sotto le bandiere di un fascismo mai morto del tutto, anzi sempre periodicamente rigenerantesi laddove le scorte di sana democrazia inizino a scarseggiare; per altra metà sgomento di fronte all’ovvia constatazione che quelli che avrebbero dovuto fare “cose di sinistra” da troppo tempo ormai si sono ridotti a scimmiottare quelli che da sempre fanno “cose di destra”.

Sgomento anche perché la grande speranza da molti elettori riposta nel Movimento Cinquestelle ha subìto e continua a subire delusioni, per come questa realtà politica così importante per la democrazia nel Paese rischi oggi di annacquare e impoverire la propria identità a cospetto di un alleato di governo sempre più protervo.

Il tema dei migranti, con tutta evidenza oggi agitato da Salvini per distrarre l’attenzione pubblica dalle promesse elettorali non mantenibili, è divenuto così una clava brandita in modo scomposto, fingendo di ignorare che per risolvere alle radici tale emergenza epocale occorrerebbe realmente – e non a parole – aiutare questi “dannati della terra” a casa loro, ossia, nell’ordine:

a- cessando di sfruttarne in modo indiscriminato le risorse territoriali;

b- cessando di alimentare con denaro e armi le guerre, guerriglie, guerre civili, stragi, pulizie etniche che da decenni hanno luogo nel Continente che è stato la culla dell’umanità e che oggi è divenuto un inferno;

c- ritirando da questo Continente (la meravigliosa Africa) ogni attività para-coloniale che subdolamente, non potendosi più esercitare con le dinamiche dei secoli passati, arma, corrompe e pilota crudeli tiranni locali affinché favoriscano le imprese multinazionali della finanza e del profitto;

d- risarcendo il Continente degli immani furti perpetrati in passato attraverso progetti di sviluppo economico, sociale, urbanistico, “antropologico” affidati a organizzazioni senza scopo di lucro. Allora sì che gli esodi biblici potrebbero vedere fine.

Cosa rimproverare in definitiva a Salvini? Soprattutto uno slittamento progressivo di umanità che impercettibilmente, alla stregua di una silente metastasi, raggiunge e incancrenisce tessuti prima sani del Paese, che si trovano da un giorno all’altro a condividere idee e teorie in apparenza sensate (prima gli italiani, aiutiamoli a casa loro etc. etc.), in realtà brutale zavorra ideologica dei fascismi di tutti i tempi.

 

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