MESSINA. «È passata quasi in sordina la relazione di inizio di Anno Giudiziario del Presidente Lombardo che fotografa la condizione in cui versano i minori della nostra città e della nostra provincia. Continua il trend in aumento delle iscrizioni dei procedimenti civili per la tutela di minori in stato di abbandono, povertà, vittime di abuso e maltrattamento, assuntori di sostanze stupefacenti e infraquattordicenni autori di condotte illecite. Da 303 nuove iscrizioni nel 2014 a 1484 nuove iscrizioni negli anni 2024-2025». Così commenta il report del Presidente della Corte d’Appello di Messina, Luigi Lombardo, l’ex Garante per l’infanzia del comune di Messina, Angelo Costantino, evidenziando come «i nuovi procedimenti penali sono stati 301, sostanzialmente sovrapponibili all’anno precedente, con un rapporto di 1 fascicolo penale nuovo su 5 nuovi fascicoli civili».

«Appare evidente che le famiglie e i minori sono in sofferenza e talvolta è necessario che il Tribunale intervenga per tutelarli. Colpisce la tipologia di reati commessi dai giovani messinesi – analizza l’ex Garante – Nella relazione si legge che aumentano “i reati contro la persona commessi da minorenni a danno di altri minorenni in contesti pubblici o in luoghi privati destinati allo svago e al divertimento, dove si sono verificati fatti di aggressioni particolarmente cruenti con l’uso di armi” e un tentato omicidio. Allarmanti i dati sull’utilizzo di sostanze stupefacenti da parte dei minorenni. Nella relazione viene riportato che “il 37% della popolazione studentesca riferisce che ha assunto una sostanza illegale almeno una volta nella vita (…) mentre oltre un terzo (35%) l’ha provata a 14 anni o meno”».

«Sconvolgente il passaggio in cui il Presidente descrive “una maggiore facilità di accesso, da parte di minori sempre più giovani (sovente infra-quattordicenni), agli stupefacenti, spacciati anche all’interno delle scuole”. A Messina e provincia lo spaccio avverrebbe anche all’interno delle scuole – sottolinea Costantino – E poi sempre più minori arruolati dalla criminalità organizzata e coinvolti in reati di truffa a danno di anziani spesso in concorso con maggiorenni. Registrate segnalazioni di minori coinvolti in reati da Codice rosso. Senza dimenticare l’aumento della prostituzione minorile denunciata nel tavolo prefettizio e in commissione servizi sociali che tanta polemica sterile ha scatenato».

«Questa è l’amara realtà che la politica non vuole ascoltare. Questa è la dimostrazione che la progettazione sino ad ora avviata ha avuto uno scarso impatto sul disagio giovanile. Dalla città delle luci alla città delle risse ci vuole un attimo; basta guardare i dati ufficiali. Troppi bambini ancora piangono, troppi giovani restano ai margini. Troppa violenza nelle nostre bocche, nei nostri gesti, nei nostri pensieri. La violenza chiama violenza, l’indifferenza ci rende complici», conclude l’ex Garante Costantino.

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