MESSINA. È stato un travestimento da donna a trarre in inganno una delle proprietarie della gioielleria “De Maria” di via dei Mille, l’esercizio commerciale rapinato sabato 1 dicembre poco prima dell’orario di chiusura, nel tardo pomeriggio. Il tutto è accaduto intorno alle 19:30, quando la donna, ottantenne, in quel momento da sola all’interno del locale, ha aperto la porta di ingresso al malvivente, camuffato con una parrucca femminile. Insieme a lui anche due complici, entrambi con il viso coperto, uno dei quali armato di pistola, che nel giro di pochi minuti hanno saccheggiato vetrina e cassaforte della gioielleria, prima di fuggire a bordo di un mezzo facendo perdere le proprie tracce. Le forze dell’ordine sono arrivate subito dopo, prestando i primi soccorsi alla signora che aveva accusato un forte spavento ed un malore conseguente. Sulla vicenda indagano i carabinieri della Compagnia Messina Centro, coordinati dal capitano Paolo De Alescandris.

Quella di sabato è stata una giornata “di piombo”: nel giro di poco meno di due ore, infatti, in due zone distinte della città, si sono verificate due rapine, le ennesime di un trend che non accenna a diminuire. La prima, quando erano da poco passate le 18, è avvenuta ai danni di un tabacchino a Gazzi, non distante dallo stadio Giovanni Celeste. I malviventi hanno preso i soldi che c’erano in cassa e sono fuggiti dopo una breve colluttazione con il proprietario della tabaccheria. Un’ora e mezza più tardi, dopo le 19.30, il colpo alla gioielleria De Maria di via dei Mille, in pieno centro (ed in pieno orario di shopping).

Giusto una decina di giorni fa,  era stata presa di mira un’altra gioielleria in viale san Martino. Per questo, nei giorni seguenti si era svolto un incontro tra una delegazione di Confesercenti Messina e il Questore Mario Finocchiaro. Il capo della polizia messinese aveva assicurato un impiego ancora più massiccio di uomini sul territorio durante le feste, ma aveva anche sollecitato l’adozione di misure di prevenzione da parte degli stessi commercianti, come l’installazione di sistemi di sicurezza e sorveglianza che prevedano un collegamento diretto con le forze dell’ordine

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