MESSINA. Sono 3 mila i tesserati al partito democratico in città ma alle primarie del Pd di questi neanche un terzo è andato a votare. Secondo i dati ufficiali dei sei seggi distribuiti negli altrettanti quartieri la cifra, stimata per eccesso, è di 670 iscritti soltanto tra i 2 mila 729 votanti.

Cifre che sembrano dare ragione a chi ha sollevato il caso del tesseramento messinese facendo perfino ricorso ai garanti del Pd. Numeri dubbi, registrazioni doppie, sia a Messina che era ufficialmente l’unica sede, sia a Roma dove il grosso dei tesseramenti è stato consegnato oltre il limite massimo.

Un totale tra provincia e città che supera i 7 mila tesserati nonostante la defezione di Francantonio Genovese, adesso in Forza Italia, che pare non avere avuto nessuno effetto neanche sull’affluenza alle primarie, tra il 2013 e il 2017 l’affluenza è più bassa di pochissimo: 16 mila nel 2013 e 15 mila 550 oggi.

Alto il numero dei tesserati e alta l’affluenza nel Messinese, bassa però l’affluenza dei tesserati, qualcosa di sicuro non torna: “Non abbiamo creato una terza fila per i tesserati, perciò sicuramente i numeri sono più alti – spiega Santino Morabito, presidente di seggio al V quartiere – alcuni iscritti hanno votato dando il contributo e non firmando come da iscritto”. I numeri, però, anche secondo Morabito non sono “congrui”: “Non possono essere in ogni caso tanto diversi da quelli registrati e che il tesseramento del Pd a Messina non sia politicamente congruo è a mio avviso lampante. Un partito che è scomparso dalla scena politica, non ha fatto politica sul territorio e non ha creato consensi. Un partito così come può raccogliere 7 mila adesioni?”.

La gran parte degli iscritti al Pd non ha votato alle primarie, mentre chi ha votato ha regalato risultati ben diversi da quelli nazionali. In tutto lo stivale Renzi ha ottenuto il 70 per cento contro il 19, 5 di Orlando e il risicato 10,49 per cento di Emiliano.

Numeri che in alcuni Comuni del Messinese sono completamente rivoltati. Nei Nebrodi fa man bassa Emiliano, lì cioè dove a presiedere il parco è Giuseppe Antoci, l’uomo di Emiliano in Sicilia. Il candidato pugliese va bene in tutti i paesi dei Nebrodi, ma i picchi li tocca soprattutto a Torrenova e Santo Stefano di Camastra dove supera l’82 per cento, mentre tocca il record assoluto a Capizzi addirittura con l’87 per cento. Orlando fa invece il botto a Scaletta Zanclea con il 71,43 per cento e arriva al 68, 80 per cento a Francavilla di Sicilia, paese natio di Gioacchino Silvestro.

Questi i numeri definitivi: I dati definitivi provinciali non ufficiali vedono Orlando (2.863 – 18.5%), Emiliano (3.934 – 25.5%), Renzi (8.653 – 56%). In città, invece, le mozioni si sono attestate sui seguenti risultati: Orlando 27.9%, Emiliano 10.5%, Renzi 61.7%.

I seggi spettanti alla provincia di Messina risultano quindi così ripartiti: Renzi 5, Emiliano 2, Orlando 2. 

È stata intanto convocata per domenica 7 Maggio la prima riunione dell’Assemblea Nazionale del Partito Democratico che procederà a confermare l’elezione di Matteo Renzi ed eleggere i membri della Direzione Nazionale. La provincia di Messina sarà rappresentata da: Giuseppe Laccoto, Mariella Sottile, Felice Calabrò, Maria Fasolo ed Alessandro Russo per la lista “Avanti, insieme” collegata al neo-eletto segretario; Francesco Calanna e Monica Buccini per “Noi con Emiliano”; Filippo Panarello e Luciana Intelisano per “Unire l’Italia, Unire il Pd” con Andrea Orlando.

 

 

 

 

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