MESSINA. Si corre ai ripari per mettere al sicuro la Panoramica dello Stretto, ma le soluzioni adottate per segnalare le buche nel tratto compreso fra la rotonda di Granatari e lo svincolo del Papardo rischiano di creare più problemi delle stesse voragini.

Nei giorni scorsi, infatti, dopo il maltempo che ha infierito sulle condizioni di una strada già ridotta a un colabrodo, si è provveduto a recintare le buche più grosse e le parti di asfalto più martoriate con delle transenne, alcune delle quali poste proprio al centro della carreggiata (in direzione nord-sud).

 

In tutto,  i nuovi “cantieri” sulla provinciale 43 bis sono sei, ma se il primo e l’ultimo si trovano ai bordi della strada e non rappresentano più di tanto un intralcio al traffico, quelli intermedi, posizionati a distanza di poche decine di metri l’uno dall’altro, costringono gli automobilisti a un vero e proprio slalom, con ovvie ripercussioni sulla circolazione negli orari di punta.

 

 

Ulteriori problemi potrebbero verificarsi nelle ore notturne, con la strada avvolta nelle tenebre: le transenne infatti sono prive di segnali luminosi e potrebbero sfuggire ai tanti automobilisti o ai centauri abituati a percorrere la Panoramica ad alta velocità, malgrado il limite di 30 km orari e nonostante proprio quel tratto sia stato interdetto ai mezzi a due ruote con un’ordinanza dello scorso 21 maggio 2018.

 

 

In attesa che le buche vengano finalmente coperte con soluzioni definitive, la strada, complici le intemperie, è sempre più martoriata, con voragini che si allargano a vista d’occhio, smottamenti, deformazioni, dossi e avvallamenti che rappresentano un pericolo costante per i cittadini e per l’incolumità dei loro mezzi. A peggiorare il decoro dell’arteria contribuiscono le discariche a cielo aperto nei vari slarghi e la vegetazione incolta ai bordi della strada, con il pericolo che rami o interi arbusti si riversino sulla carreggiata (come accaduto ieri).

Qui il reportage testuale e video sulle condizioni in cui versa la strada, percorsa giornalmente da migliaia di cittadini.

 

 

 

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