MESSINA. Un’ora di conferenza stampa, un lungo intervento, poi, alla fine, tre firme su un foglio con destinatari il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno ed il segretario generale dell’assemblea regionale Fabrizio Scimè: così, ieri, Cateno De Luca, Matteo Sciotto e Pippo Lombardo, deputati regionali di Sud chiama Nord, hanno “firmato le loro dimissioni” dal parlamento siciliano, per “chiudere al più presto questa legislatura”, come ha dichiarato lo stesso De Luca, sperando di coinvolgere altri 33 colleghi e far cadere Ars e Governo regionale.

Ma De Luca (e Sciotto, e Lombardo) si è davvero dimesso? Ovviamente no. I tre hanno solo firmato il foglio diretto a Galvagno e Scimè, con l’intestazione “i sottoscritti deputati del parlamento siciliano, al fine di ripristinare il corretto funzionamento delle istituzioni regionali, e consentire il rinnovo della giunta e del parlamento siciliano rassegnano le dimissioni irrevocabili dal parlamento siciliano”.

Il perchè quelle dei tre di Sud chiama Nord non sono veramente dimissioni lo ha spiegato lo stesso De Luca in un post successivo: “Attenzione: la norma è chiarissima. Le dimissioni devono essere contestuali, servono la metà più uno dei deputati e, a quel punto, l’Assemblea viene sciolta automaticamente. Senza votazioni, senza giochi di palazzo”. Ciò vuol dire che, per avere effetto, le dimissioni devono essere presentate tutte insieme, non una (o tre) alla volta. In quel caso, ai dimissionari “a scaglioni” subentrerebbero i primi dei non eletti, e non si sarebbe concluso nulla.

La fattispecie di cui parla De Luca è normata dall’articolo 8 bis dello statuto, che al comma 1 recita che “le contemporanee dimissioni della metà più uno dei deputati determinano la conclusione anticipata della legislatura dell’Assemblea, secondo modalità determinate con legge adottata dall’Assemblea regionale, approvata a maggioranza assoluta dei suoi componenti”, e al comma due fissa i tempi per le nuove consultazioni: “Le nuove elezioni hanno luogo entro novanta giorni a decorrere dalla data delle avvenute dimissioni della maggioranza dei membri dell’Assemblea regionale”. Il termine che De Luca si è prefissato per raccogliere le 36 firme sul foglio di dimissioni è il 31 luglio, in modo da poter votare eventualmente il 31 ottobre.

Ciò vuol dire che prima della fine di luglio, nessun deputato può dimettersi per non pregiudicare l’esito del “colpo di mano” su Ars e Giunta: quindi, in sostanza, De Luca, Sciotto e Lombardo al massimo hanno “promesso” di dimettersi entro il 31 luglio se troveranno altri 33 deputati disposti a fare altrettanto (anzi 32: Ismaele La Vardera è stato il primo ad aderire al chiamata di Sud chiama Nord). Altrimenti del foglio (che va protocollato secondo i crismi di legge in segreteria generale) non rimarrà che carta straccia. E i deputati di Sud chiama Nord rimarranno al loro posto.

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