MESSINA. Si è spento ieri sera, a 96 anni, Padre Antonino Isaja, parroco del villaggio di Castanea che il prossimo 15 luglio avrebbe compiuto il 75° di sacerdozio. Da un paio di giorni si trovava ricoverato a causa di un’emorragia cerebrale che lo aveva sottoposto ad una terapia farmacologica.

All’avanguardia durante la ripresa economica del dopoguerra, ha rivoluzionato il proprio paese natale, di cui è stato pastore per circa 70 anni (prima è stato sacerdote a Rodia e per un periodo ha guidato le comunità di Castanea e Salice). Nel villaggio collinare ha portato il cinema, ha organizzato campi scuola e colonie, realizzato oratori e, soprattutto, ha portato le suore pastorelle, per cui ha sofferto quando sono state rimosse e per cui aveva fatto costruire un convento, utilizzato anche come asilo.

Padre Nino è stato anche un’attivista per il rinnovamento della Chiesa cattolica, sostenendo il Concilio vaticano II e formandosi a Roma riguardo gli avvenimenti che hanno interessato la Chiesa in quegli anni.

La sua comunità lo ricorda con affetto, come un uomo forte e autorevole sempre vicino al paese e attento nei confronti dei più deboli, dalla parte di cui si è sempre schierato. Grande la sua forza di volontà, che lo ha spinto a guidare i fedeli di Castanea  fino alla fine, dimostrando di avere una forza spirituale inesauribile.

Un padre allegro, sempre dalla parte dei giovani che con lui si sono avvicinati alla Chiesa, grazie anche alle sue omelie dove invitava ad ascoltare e ad essere ascoltati, a riflettere, ad essere generosi e a pensare al prossimo prima che a se stessi.

Non si è mai stancato, raccontano ancora i più vicini a lui, ricordando che è sempre stato aperto alle nuove iniziative di carattere liturgico, abbracciando e accogliendo chiunque ne avesse bisogno, dando la vita per la sua comunità e per il suo paese, per cui è diventato un faro.

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