MESSINA. Il ponte sì, ma, eventualmente mai lo realizzassero, nel frattempo c’è da attrezzarsi per passare lo Stretto con tempi compatibili con… la vita. Il comune di Messina sta iniziando una procedura negoziata per un “progetto di fattibilità tecnica ed economica della Metropolitana del Mare tra le due sponde dello Stretto di Messina, Reggio Calabria e Villa San Giovanni da una parte e Messina dall’altra, attraverso servizi di trasporto marittimo veloce”. Il costo? Poco più di 142mila euro, provenienti da un finanziamento da duecentomila euro che Palazzo Zanca ha ricevuto dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Di cosa si tratta? “La redazione del progetto ha come obiettivo principale un servizio regolare di trasporto collettivo passeggeri, in area urbana/metropolitana, ad elevata frequenza, operativo con mezzi veloci su via d’acqua”, spiega genericamente il capitolato di gara. “Le scelte che portano ad attivare un servizio di trasporto urbano su vie d’acqua, possono essere motivate da diversi fattori – si legge nella relazione – presenza di preesistenti vie d’acqua utilizzabili convenientemente a questo scopo, mancanza di alternative valide a questo tipo di trasporto, motivazioni di carattere turistico-paesaggistico, convenienza rispetto ad altri mezzi di trasporto in termini di tempo e di costo. Il progresso tecnologico nel settore della nautica pone ormai il trasporto marittimo in concorrenza con gli altri modi di trasporto”. Una prospettiva che il comune di Messina ha ben presente da decenni: nel piano urbano della mobilità approvato dal consiglio comunale nel 2007, infatti, si parlava già di “Realizzazione di un servizio di trasporto collettivo via mare”.

“Questi collegamenti, di medio-lunga percorrenza, hanno la funzione di trasporto alternativo a quello terrestre, contribuendo a diminuire l’inquinamento atmosferico in zone densamente abitate e il traffico stradale su arterie particolarmente congestionate”, spiega la relazione.sembrerebbe quindi che, oltre che a collegare le due sponde dello Stretto, il sistema di metropolitana del mare servirebbe anche le due coste dirimpettaie. “Il mare lambisce Messina per tutto il suo sviluppo longitudinale (più di 30 km di costa sul mar Ionio). Esso non può che essere considerato, per la città, come una “infrastruttura” privilegiata per il trasporto, non essendo vincolato a problemi di traffico e, ancor peggio, di congestione. La via del mare può essere assunta allora come una corsia preferenziale chela città di Messina può sfruttare per il trasporto di persone sia nell’area urbana che in quella interurbana allargata alla vicina Reggio Calabria”, conferma l’elaborato tecnico.

Quindi un rapido excursus sulle città che già se ne avvalgono: “Molte città di mare hanno sviluppato servizi di trasporto per via d’acqua. In alcuni casi, come Venezia ed in minor misura Amsterdam, dove il trasporto urbano per via d’acqua rappresenta l’unica soluzione realizzabile o altri casi, come Sydney, dove per motivi di praticità risulta molto più veloce attraversare con un mezzo di questo tipo la baia e i canali su cui si affaccia la città, piuttosto che con i mezzi terrestri che sono costretti a giri più lunghi”.

Nello specifico, chi riceverà l’incarico di progettazione, cosa dovrà fare? Oltre a studiare materialmente la soluzione, quindi “analizzare il territorio dal punto di vista storico-architettonico, naturalistico, infrastrutturale, ecc. ed il suo tessuto economico e sociale”, e “la complessità territoriale cioè la relazione coni territori confinanti (Villa San Giovanni e Reggio Calabria)”, il vincitore dovrà presentare il progetto completo in un arco di 240 giorni.

 

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