MESSINA. A poco più di un mese dal passaggio del Cavalcavia FS ad Atm S.p.A. e al relativo inserimento di parcheggi a pagamento per le auto arrivano le prime proteste da parte di Uiltrasporti Messina. «Apprendiamo come il Comune di Messina abbia alla fine deciso di destinare il posteggio del Cavalcavia, ubicato sopra la stazione ferroviaria, alla sola sosta delle auto. Niente stalli quindi per i bus extra urbani della provincia né per quelli turistici ma solo ennesimi posteggi blu a pagamento per vetture private» a lamentare la decisione presa con una delibera approvata dalla Giunta De Luca lo scorso febbraio, Michele Barresi, segretario generale della federazione di categoria.

L’area del posteggio infatti era stata presa in considerazione dal Comune per un parcheggio dedicato ai bus extraurbani. Il progetto, con finanziamenti europei era all’interno dell’accordo inizialmente firmato dall’amministrazione dell’allora sindaco Accorinti con le Ferrovie dello Stato che lo co-finanziava.

«Messina si conferma una città senza alcuna moderna visione di mobilità integrata – ha commentato Barresi- e quando sembra farsi un passo avanti si finisce per farne due indietro. Nei progetti era un perfetto esempio di mobilità integrata con il cavalcavia capolinea dei bus provenienti dalla provincia ionica e tirrenica, che avrebbero sgombrato così le aree attualmente occupate in alcune vie del centro città ed in piazza stazione che era destinata alla totale pedonalizzazione. Il trasporto bus extra urbano che si interscambiava quindi nell’area della stazione con i treni e con la vicina metroferrovia.»

«Non comprendiamo perché – continua- si sia successivamente cambiata idea affidando ad Atm Spa l’area del cavalcavia e destinandola ad ennesimo posteggio a pagamento per un centinaio di autovetture. Così facendo si disincentiva l’uso del mezzo pubblico, creando peraltro un inutile doppione del Cavallotti, distante solo poche centinaia di metri dal cavalcavia e spesso mezzo vuoto nella sua capienza. Decisioni che finiscono per incentivare l’uso dell’auto privata, che dovrebbe essere tenuta fuori dal centro urbano per decongestionare il traffico e ridurre l’impatto acustico e ambientale in città»

«Invece di avere un’area a pochi metri dalla stazione Fs interamente dedicata ed attrezzata per i bus extra urbani, come avviene a Catania e a Palermo per esempio -conclude- ci rassegneremo a mantenere ancora piazza stazione invasa dai pullman e intere traverse delle vie cittadine trasformate in capolinea di bus extra urbani e turistici. Messina merita di più e pertanto auspichiamo in un ripensamento da parte della futura nuova amministrazione cittadina, affinché vengano ripresi i progetti iniziali che erano un tassello importante per quell’area più ampia che va dal cavalcavia fino alla stazione marittima che rappresenta il grande hub dell’intera mobilità cittadina e dello Stretto»

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