MESSINA.  “Un oggetto restaurato acquista più valore”, ma anche autostima e coraggio. Sono i messaggi trasmessi dal “Centro di Solidarietà F.A.R.O.”, una realtà che si occupa di persone con dipendenze patologiche e che stamattina ha festeggiato il suo 35° compleanno al Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca con un dibattito, conclusosi con tutti i ragazzi del centro in cerchio mentre recitavano la loro filosofia, incoraggiando le “new entry”.

 

 

Il titolo dell’incontro era “Storie di Storie”, scelto per sottolineare “l’intreccio di vicende singolari in una trama più ampia che è quella della comunità terapeutica”, mentre lo scopo era riflettere sull’uso delle sostanze stupefacenti e sulle relazioni tra le comunità terapeutiche, le istituzioni e i servizi territoriali nella zona cittadina.

L’incontro ha avuto inizio alle 9:30 con i saluti di Domenico Incorvaia, presidente del centro, che ha aperto l’evento raccontando come Faro “sia una grande storia che ha incontrato quella di molte altre persone che ci chiedono una mano”.

A seguire, l’intervento di Francesca Arrigo, magistrato di Sorveglianza che ha sottolineato l’importanza dei centri di solidarietà, essenziali per la vita di un individuo che chiede l’opportunità di cambiare vita: una possibilità che il tribunale può valutare se concedere o no, sottolineando anche l’importanza della collaborazione e della comunicazione fra i centri e le istituzioni pubbliche.

Successivamente ha preso la parola Don Antonino Basile, direttore della Caritas diocesana di Messina che, dopo aver portato i saluti dell’arcivescovo e del vescovo ausiliare, ha raccontato come nasce la Faro: dal desiderio della Caritas di aiutare i dipendenti di una qualche patologia, con lo spirito dell’accoglienza, della comunità e dell’inserimento.

In Italia sono circa 600mila le persone che hanno bisogno di trattamenti terapeutici, ma solo 140mila sono accolti da un centro e, di questi, 120mila fanno uso di eroina, sostanza che è al penultimo posto fra le sostanze utilizzate in Italia, “questo per renderci conto quanto il nostro governo è lontano da questo fenomeno”, ha affermato Luciano Squillaci, presidente della “Fict” (Federazione italiana comunità terapeutiche). In Italia sono state registrati 59mila interventi su tossicodipendenti, ma solo 15mila arrivano in servizi attivi, di cui 600 sotto la direzione della “Fict”, che accoglie circa 5 mila persone. Da 7 anni, l’associazione chiede proprio agli esponenti del Parlamento una figura all’interno del Governo con cui potersi confrontare, ma senza risultati, “perché non conviene”, conclude Squillaci.

 

 

Successivamente ha preso la parola Francesco Barbieri, referente dell’associazione “Ser.T. Messina Sud”, con il suo intervento incentrato sulla “noia” come un terreno fertile per le dipendenze, seguito dal presidente dell’associazione “Le.Lat”, Anna Maria Garuffi, che con la sua associazione opera all’interno delle famiglie e come una famiglia: “Noi facciamo quello che i genitori non hanno saputo fare: diamo delle regole”, ha affermato.

È intervenuto anche il presidente del “Cears” (Coordinamento enti ausiliari regione siciliana), Giosuè Greco, che traendo ispirazione dal titolo dell’evento, ha raccontato quella che è stata e che è la storia del “Cears”, che nonostante le difficoltà dopo 73 anni è forte di idee e valori come quando è nata.

L’ultimo intervento prima del confronto è stato quello di Domenico Anastasi, assistente sociale del centro di solidarietà che ha invitato i presenti a non far parte di quella società che evita e che è manipolabile, ma di fare il contrario, perché “anche se salviamo una sola persona abbiamo vinto” e lo si può fare  grazie alle comunità, che accolgono senza acquisire alcuna proprietà.

Durante il dibattito, moderato da Francesco Conti, psicoterapeuta del “Centro di Solidarietà Faro”, vi sono stati anche i saluti di Alberto Mondello, dirigente amministrativo del Papardo, dell’assessore Alessandra Calafiore in rappresentanza del sindaco Cateno De Luca, di Agata Accardi, assistente sociale del prefetto di Messina, di Emanuela De Domenico, ex collaboratrice della Faro, di Francesca Giorgianni, che ha portato i saluti di Padre Francesco, ex presidente del centro di solidarietà e di Salvatore Calcaterra, responsabile della Faro di Marsala; inoltre, a sorpresa, anche gli auguri a Lavinia Ilacqua, che dopo 42 anni di servizio come assistente sociale, andrà in pensione fra due giorni.

Al termine della giornata hanno raccontato la loro esperienza sette ragazzi del centro che hanno voluto trasmettere un messaggio di incoraggiamento. Mentre parlavano si sono commossi e, insieme a loro, anche il presidente Domenico Incorvaia.

In programma, anche un intervento di Biagio Sciortino, coordinatore dell’ “Inter-Cear” (la rete nazionale degli enti ausiliari delle regioni italiane), che purtroppo non è riuscito ad arrivare in tempo, e un buffet offerto dal centro a base di rustici.

 

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