MESSINA. Non solo cucine componibili, divani, sanitari e complementi d’arredo. Dopo il caso di un intero appartamento abbandonato sul marciapiede accanto a un cassonetto del viale Regina Elena, con tanto di televisione e frigorifero, poi rimossi il giorno successivo da Messinambiente, nel variegato repertorio dell’inciviltà cittadina, accanto al profano, c’è spazio anche per il sacro, con il mobilio di una chiesa che nei giorni scorsi qualcuno ha pensato bene di riporre ai bordi della strada proprio accanto a Cristo Re. 

Malgrado la “task force” di Messinambiente e lo sforzo di offrire,  agli sgoccioli della sua vita, un servizio degno di una città europea, rispondendo con celerità alle segnalazioni dei cittadini, l’inciviltà del messinese medio continua infatti a imperversare in barba alle regole più elementari del vivere civico. A fare la loro comparsa, nel variegato mobilificio cittadino a cielo aperto, ecco quindi resti di porte, pezzi di vetro, scaffali, cassetti, una cassa piena di vecchie lampadine colorate, un inginocchiatoio e persino un candeliere, tutti accatastati a ridosso di un cassonetto e sul marciapiede di una delle principali arterie cittadine. Arredi provenienti evidentemente da una chiesa che adesso si trovano riversi in terra a poche decine di metri dal Sacrario.

 

 

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