PAGANI. Il Messina torna in C dopo quattro stagioni e lo fa in trasferta sul terreno della Paganese. Padroni di casa con il 3-5-2, marchio di fabbrica di mister Lello Di Napoli, già in giallorosso nel 2015 – 2016. Paganese costruita da Cocchino D’Eboli e con in campo gli ex Cretella e Zanini. 4-4-2 invece per Sasà Sullo, con l’ultimo acquisto Celic già titolare in mezzo alla difesa e in attesa dei rinforzi promessi sul mercato dalla società. Formazione campana che sul terreno di casa, contro il Messina, non ha mai perso (4 vittorie e un pari).

PRIMO TEMPO. Pronti via e il Messina è subito pericoloso: Schiavino va vicino all’autogol e Simonetti ci prova dal limite. È il preludio per il vantaggio ospite: lancio millimetrico di Damian, Russo stoppa in area, dribbling rapido e destro da futsal per la prima rete stagionale dei peloritani. Messina che attende e riparte, con la Paganese pericolosa solo per le incertezze in uscita di Lewandoski. Il pari arriva al 25′: centrocampo e difesa peloritana si addormentano, l’ex Avellino Castaldo riceve palla al limite dell’area e spiazza l’estremo giallorosso. La partita cambia padrone, con gli ospiti che risentono del gol subito. Lewandoski sbaglia ancora in presa alta, Cretella calcia e Fofana intercetta con la mano: per Bordin è calcio di rigore. Dagli undici metri si presenta Diop, ma stavolta il portiere giallorosso si fa perdonare andando a bloccare il pallone alla sua destra. È la slinding door del primo tempo. Calcio d’angolo per il Messina, Murolo trattiene Russo ed al 41′ è ancora calcio di rigore: Baldè non sbaglia e ospiti di nuovo in vantaggio.

SECONDO TEMPO. La ripresa comincia come era finito il primo tempo. Russo stavolta veste i panni dell’assist man e su punizione dalla trequarti trova la testa di Morelli: è 3 a 1 Messina. Di Napoli prova a cambiare e passa a tre davanti, con il ritorno di Piovaccari in Lega Pro a undici anni di distanza. Ma il Messina insiste e Damian tenta il bis su punizione dopo la rete trovata in Coppa: stavolta Baiocco compie il miracolo. I fuochi d’artificio non sono ancora finiti. Un giro di lancette e Baldè la appoggia per Simonetti, che a due passi dalla porta trova il 4 a 1. Full immersion di under per Sullo, e botta e risposta immediata con la Paganese che ne approfitta subito e con Murolo accorcia le distanze in spaccata. Piovaccari non ci sta a fare la comparsa e di testa, a un minuto dal termine, trova anche la rete del 4 a 3. Cinque minuti di recupero e Castaldo, proprio allo scadere, trova la doppietta dopo un batti e ribatti in area di rigore e un pareggio insperato per la formazione di casa.

Un suicidio sportivo da parte del Messina, che a poco più di venti minuti dal termine era in vantaggio di tre reti. Cambi che hanno condizionato in negativo l’andamento della gara, chiaro segnale di come i giallorossi siano ancora un cantiere a cielo aperto dentro e fuori dal campo, complice anche la forma fisica non ancora al top. In attesa dell’esordio casalingo, sabato prossimo, contro la corazzata Palermo, il Messina torna in riva allo Stretto con l’amaro in bocca.

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