MESSINA. Cinque messinesi su dieci (o quasi) hanno acconsentito al momento del rilascio della carta d’identità alla donazione degli organi. Sembra un’ottima percentuale. Invece no. Anzi, è la decima peggiore in Italia. Questo quanto emerge da “Indice del Dono 2020”, il rapporto elaborato dal Centro Nazionale Trapianti che colloca la città dello Stretto tra le ultime dieci fra le grandi città d’Italia per “indice di dono”, con una percentuale del 49,35% di consensi.

Messina però, nonostante sia tra le ultime grandi città (quelle con più di 100mila abitanti), è anche quella messa meglio in Sicilia tra i quattro grandi capoluoghi dell’Isola. Infatti sotto il comune peloritano, tra le ultime dieci città d’Italia, ci sono Siracusa con il 47,33% di indice di dono, Palermo con il 43,89% e Catania (penultima)con il 40,36% di adesioni, e anche Reggio Calabria, terzultima in classifica. Ultima è invece Foggia, con una partecipazione del 38,92%, mentre la prima in assoluto è Sassari, con il 60,03% di indice di dono.

Le ultime dieci posizioni nella classifica delle grandi città

A livello provinciale, però, Messina si piazza nella seconda metà della classifica con un’adesione totale del 47,78%, conquistando l’84° posto tra le 107 province italiane ma occupando il secondo posto a livello regionale, preceduta solo da Enna (61,93%).

A seguire, nella classifica delle province siciliane ci sono Palermo con il 45,96% di indice di dono, Trapani con il 45,45%, Siracusa con il 44,86%, Ragusa con il 44,76%,Agrigento con il 43,34% di adesione, Caltanissetta con il 43,11% e, infine, Catania, che occupa il quartultimo posto a livello nazionale con il 42,88% di indice di adesione.

Nonostante la Sicilia si classifichi ultima tra le 21 regioni italiane con un’adesione media della popolazione del 44,92%, contro il primo posto della provincia autonoma di Trento che sfiora il 60%, c’è anche qualche “vittoria”, come quella di Ustica. Il comune in provincia di Palermo infatti si è classificato al primo posto in tutta Italia nella classifica dei “piccoli comuni” (con meno di 5mila abitanti) con un indice di dono dell’ 80,55%. L’ultimo posto in questa particolare classifica è occupato da Saludecio (Rimini), che ha registrato una quota di adesione del 7,06%.

 

 

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