MESSINA. La manifestazione dei giovani iraniani di oggi pomeriggio, in solidarietà per le vittime, ormai oltre 12.000, e in sostegno delle proteste in piazza che stanno avvenendo in Iran in questi giorni contro il regime teocratico dittatoriale, con cori in favore dell’ultimo Scià di Persia Reza Pahlavi, spodestato dalla rivoluzione islamica del 1979 che ha portato gli Ayatollah al potere, e del figlio, il principe Raza Pahlavi (stesso nome del padre), cartelli con lo slogan MIRA, Make Iran Great Again,sulla falsariga del movimento Maga (Make America Great Again) del presidente statunitense Donald Trump, e studenti che hanno esplicitamente invocato un aiuto militare esterno, ha creato qualche “mal di pancia” anche tra i sostenitori (messinesi) della protesta, che sposano le ragioni della manifestazione ma non le modalità.

Il comitato Donnavitalibertà e l’associazione studentesca UDU Messina esprimono la loro presa di posizione per quanto riguarda la manifestazione in data odierna 13 gennaio sulla questione iraniana”, recita un comunicato.

Le associazioni specificano che “tutto ciò che è stato fatto è un’azione unicamente a sostegno della popolazione iraniana, oppressa da anni da un regime liberticida che ha privato cittadini e studenti dei principali diritti fondamentali quali libertà di espressione e di libero pensiero, diritti delle donne e diritti della comunità queer. Auspichiamo che l’attuale complesso quadro politico internazionale possa contribuire a trovare una risposta democratica, rispettosa della legalità internazionale e dell’autodeterminazione del popolo iraniano in tutte le sue componenti, alla domanda di libertà e diritti che oggi anima la protesta dei cittadini e delle cittadine iraniane. Crediamo fermamente nell’autodeterminazione dei popoli e sosteniamo che questo principio debba essere applicato senza ingerenze esterne che agiscano fuori dalla legalità internazionale“.

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