18.32. Consiglio iniziato due ore e mezza dopo, e terminato con tre emendamenti e due sub-emendamenti (su  870) discussi in tre ore. La seduta è tolta, il consiglio si aggiorna a giovedi. Termina così, mestamente, anche la diretta di LetteraEmme.

 

18.23. Come ampiamente previsto, l’emendamento di Gaetano Gennaro è bocciato. Capigruppo al tavolo della presidenza per decidere come procedere. Il sunto della discussione è che per votare tre emendamenti ci sono volute tre ore e mezza. All’Onu serve meno tempo.

 

18.10. Nel frattempo, il vicesegretario generale Giovanni Bruno accusa Pippo Trischitta di affermazioni diffamatorie. Risposta di Trischitta: “Io so quello che dico, non temo conseguenze giudiziarie”

 

18.09. Per non perdersi manco un minuto dell’infruttuosissima discussione: siamo alle “dichiarazioni di voto” sull’argomento proposto da Gaetano Gennaro e introdotto circa due ore fa, e cioè ampia area potenzialmente pedonalizzabile e poi scelta dopo le analisi del caso. problema è che si sta parlando di tutto tranne che dell’argomento proposto, ficcando dentro la discussione ripicche personali, faide tra gruppi, battaglie tra partiti.

 

17.50. “C’è gente che non ha votato l’emendamento che ha sottoscritto“. Gaetano Gennaro, il cui emendamento probabilmente sarà bocciato, mette una pietra tombale sulla serietà del consiglio comunale.

 

17.37. Quello che sta succedendo in aula non è possibile spiegarlo senza ricorrere al turpiloquio: consiglieri che escono dall’aula prima del voto di un emendamento, consiglieri che all’atto del voto, nonostante il tesserino inserito, siedono nei banchi dei cronisti, spiegazioni richieste ad emendamento in votazione, assessori che chiedono di intervenire, scambi di accuse tra consiglieri. Uno spettacolo imbarazzante.

 

17.30. Si discutono e si bocciano emendamenti, ma il succo della questione è che la delibera non sarà votata, perchè più che di isola pedonale, in aula il problema è diventato politico.

 

17.05. La parola d’ordine di questa discussione, abusatissima, è “condivisione”. In sostanza, i consiglieri non favorevoli alla pedonalizzazione di via dei Mille rimproverano all’amministrazione di essersi “fissata” su via dei Mille. Scelta che è facoltà dell’amministrazione di proporre e difendere e dei consiglieri contrastare e bocciare, così come è facoltà dei consiglieri comunali, che sono dotati di ampio potere “legislativo”, di proporre una delibera in cui ci sia la pedonalizzazione di altre zone, così come sta emergendo dagli emendamenti.

Perchè in quattro anni nessuno dei consiglieri comunali ha proposto una delibera simile? Non si sa.

 

16.55. Si susseguono gli interventi. Facce perplesse nei banchi dei cronisti, che non sanno come far capire a chi legge di cosa esattamente si stia parlando, visto che tutte le discussioni sono di tipo procedurale: il tipo che usualmente si fanno in commissione, e si decidono prima di far arrivare le delibere in consiglio. E ci sono state dozzine di mesi per discuterne.

 

16.50. Riporta tutti coi piedi per terra il dirigente Mario Pizzino: l’oggetto della delibera è molto più localizzato, perchè su quell’area sono state effettuate indagini e analisi dei flussi, e la pedonalizzazione non potrebbe problemi e disagi. Un ampliamento avrebbe effetti sulla circolazione che non sono stati verificati o riscontrati, e siccome la variante è esecutiva, il parere da parte del dipartimento non può essere favorevole per carenza di analisi.

 

16.40. Tornando coi piedi per terra, c’è ancora in votazione l’emendamento di Gaetano Gennaro e il sub.emendamento di Peppuccio Santalco. Poi però, colpo di scena, Trischitta ufficializza l’emendamento Alpha/Omega. Mormorii in aula…

 

16.35. Senza offesa per chi interviene, dopo l’annuncio della madre di tutti gli emendamenti, tutto il resto impallidisce. Cosa significherebbe pedonalizzare l’equivalente della superficie del Belgio con un emendamento? Niente, nei fatti: sarebbero aree “potenzialmente” pedonalizzabili, da inserire nel piano del traffico. le aree che poi diventeranno effettivamente isole pedonali vanno identificate mediante piano particolareggiato. Potete rimettere le scarpe comode nell’armadio, insomma.

 

16.30. Mentre parla Lucy fenech arriva il colpo di scena. Pippo Trischitta rivela una convergenza d’interessi per un maxiemendamento che comprende, pigliate fiato, il viale San martino con la rambla da via santa Cecilia a Dogana, la cortina del porto (come da progetto proposto di Alessandro La Cava, e la via dei Mille pedonalizzata nel finesettimana. Trischitta, che si sta intestando la mediazione da navigato statista, sostiene che la proposta ha incontrato favori diffusi, anche da parte dei commercianti di via dei Mille che di Trischitta vorrebbero volentieri la pelle.

Praticamente, se passasse l’emendamento, Messina diventerebbe potenzialmente la città con più aree pedonalizzate del mondo.

 

16.25. Poi tocca a Libero Gioveni ricordare quando, nel lontano 2013, propose “la provocazione” di un’isola pedonale che ricopriva tre quarti del centro della città. Si va avanti per provocazioni, praticamente.

 

16.20. A riprova del fatto che le idee sull’argomento siano parecchio confuse, Peppuccio Santalco parla sia di arredo urbano, che di aree da pedonalizzare solo durante il finesettimana, argomenti che ovviamente si escludono a vicenda. Nel calderone sta finendo letteralmente di tutto, e probabilmente non se ne uscirà vivi.

 

16.18. Di nuovo Gaetano Gennaro, la cui proposta, espressa in un emendamento, è quello di inserire quante più aree pedonalizzabili possibile all’interno del piano del traffico, e poi scegliere quelle più consone. Proposta che non suscita molti entusiasmi, ma forse è perchè le posizioni sull’argomento sono già ampiamente stabilite, e non hanno granchè a che vedere con pedonalizzazioni e sviluppo sostenibile, e molto con prese di posizione politiche. Alla proposta di Gennaro si affianca un sub-emendamento proposto da Peppuccio Santalco, che rilancia con un’area da Zaera al Tribunale. Poi entrano in ballo i residenti, l’arredo urbano, i parcheggi. Niente di nuovo, insomma.

 

16.05. A prendere il toro per le corna ci pensa Gaetano Gennaro, che suggerisce alla presidenza del consiglio una norma secondo la quale, se la discussione è chiaramente ostruzionistica, può essere troncata sul nascere (più o meno). Nel frattempo si respinge anche il secondo emendamento, il contenuto del quale è sconosciuto ai più e anche a grossa parte dell’aula. Mario Rizzo, capogruppo dei centristi, si fa notare per il battutone: “La via dei Mille sarà chiamata via dei Mille Emendamenti“.

 

16.04. Interviene, pro domo sua, Nicola Cucinotta, interrotto da Maurizio Rella di Cambiamo Messina dal basso, che si becca una reprimenda da parte di Emilia Barrile, presidentessa del consiglio che giusto qualche minuto fa ha comunicato la sua autosospensione da Forza Italia. Il livello di interesse rispetto agli argomenti trattati è di molto sotto lo zero, ma è procedura e va rispettata.

 

16.00. Anche Piero Adamo richiama tutti alla ragione: “Se dobbiamo discutere tutti gli emendamenti, che la presidenza assegni un minuto solo, invece di dieci, per la discussione”.

 

15.53. Un agguerritissimo Pippo Trischitta rivendica la sua autonomia da consigliere a discutere tutti (TUTTI) gli emendamenti, ed a prendersi i dieci minuti concessi dal regolamento. Riporta a più miti consigli Daniela Faranda, che propone di ritirare tutti gli emendamenti e votare direttamente la delibera, perchè “ci sono un sacco di argomenti importanti per la città di Messina”.

 

15.50. Nel frattempo, giusto per capire di cosa si parla, ecco le due visioni di isola pedonale che si fronteggiano, quella dell’amministrazione (via dei Mille) e quella dei consiglieri Pippo Trischitta, Nicola Cucinotta e Libero Gioveni (viale san Martino, dalla cortina del porto fino via santa Cecilia)

 

 

15.45. La seduta di oggi sarà molto “tecnica”. Saranno in discussione una novantina di emendamenti, sui 370 totali: quelli sui quali il dirigente alla Mobilità Mario Pizzino è riuscito ad apporre parere tecnico di conformità. Molti saranno cassati, altri avranno parere contrario. Non è una questione di vita o di morte conoscerli tutti, diciamo.

 

15.40. Con due ore e 40 minuti di ritardo, si torna in aula per la seduta straordinaria (la quinta, da inizio 2018) sull’isola pedonale. Tecnicamente, si tratterebbe di modificare il piano generale del traffico inserendo la previsione di isole pedonali nuove rispetto alle previsioni del piano (che risale al 1998 ed è in via di aggiornamento). Le posizioni sono le seguenti: l’amministrazione e parte minoritaria del consiglio è per la pedonalizzazione definitiva di via dei Mille, una parte consistente dell’aula è vagamente favorevole ad un concetto di “isola pedonale” non meglio specificato, i consiglieri Nicola Cucinotta, Pippo Trischitta e Libero Gioveni hanno formalizzato in un emendamento la loro idea di isola pedonale: tutto il viale san Martino, dalla cortina del porto a via santa Cecilia.

Su tutta la vicenda pesano gli 870 documenti, tra emendamenti e subemendamenti, presentati da Pippo Trischitta. Tattica chiaramente volta a impedire la trattazione dell’atto, dato che per discutere (solo discutere, non votare o altro) tutti i documenti sarebbero necessari sei giorni consecutivi, ovvero 192 ore , ovvero 8700 minuti al netto delle pause, dei richiami e di tutto il resto.

Se volete saperne di più su come sono andate le cose ultimamente, qui c’è la diretta dell’ultima seduta.

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emmeaics
emmeaics
29 Gennaio 2018 20:32

barzelletta tutta messinese. E pensare che tale trischitta si candida a sindaco di messina ed è contrario