MESSINA. “Si interroga il Signor Sindaco Cateno De Luca, e si chiede che lo stesso faccia immediatamente il nome e cognome  del Consigliere Comunale di cui ha riferito nella diretta senza tuttavia identificarlo espressamente, unitamente ai precisi fatti corruttivi dallo stesso perpetrati”.

Il consigliere comunale Nino Interdonato (Sicilia Futura) indossa l’elmo da battaglia e interroga l’amministrazione su quanto affermato in una diretta, sabato sera, del sindaco Cateno De Luca che, spiega Interdonato, “ha reso noto, con durezza e senza giri di parole, di essere a conoscenza del fatto che ci sarebbe qualche consigliere comunale, nello specifico uno, che avrebbe fatto qualche “operazioncina” per l’occupazione del suolo pubblico, e che pare abbia pure formato una personale squadra di tecnici e consulenti che andrebbe presso gli esercizi commerciali a promuovere la propria attività. In tale contesto il Sindaco ha riferito che tale Consigliere avrebbe “adattato” leggi, regolamenti e norme per fini personali, ovvero “al fine di fare business, soddi e di fare affari sulle spalle della città”.

“L’argomento in questione fa riferimento alla recente normativa comunale che, in aderenza con quella nazionale, consente di ottenere l’utilizzo delle aree comuni per realizzare spazi all’aperto per gli esercizi commerciali che si occupano di ristorazione. Lo scrivente, come noto alla S.S., segue le vicende inerenti tale tematica sin dal 2015; è stato il proponente di numerose delibere, interrogazioni, emendamenti ed atti di indirizzo ed ha sempre ottenuto apprezzamenti da parte di tutti i commercianti”, sottolinea Interdonato.

“E’ gravissimo lasciare nella indeterminatezza una simile accusa, rivolta peraltro ad un Pubblico Ufficiale (nell’esercizio delle funzioni di Consigliere Comunale) che, a dire del Sindaco, approfitterebbe della sua funzione agevolando Categorie Commerciali e/o Professionali  traendo, al contempo, in cambio, utilità economica diretta e/o indiretta”, sottolinea il consigliere comunale, che invita quindi il sindaco a fare “immediatamente il nome e cognome del Consigliere Comunale di cui ha riferito nella diretta senza tuttavia identificarlo espressamente, unitamente ai precisi fatti corruttivi dallo stesso perpetrati, in modo da liberare al più presto le Istituzioni dalla presenza di simili malfattori ed evitare anche all’istante di sedere in un’Aula in cui, come affermò Pio La Torre, ci sarebbero “persone incompatibili” con la sua storia politica e personale. Il sottoscritto rappresenta che, in ossequio al proprio mandato, procederà ad informare dei fatti appena appresi l’Autorità giudiziaria competente, alla quale verrà richiesto di compiere i necessari ed urgenti approfondimenti”, conclude Interdonato.

 

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